Teatro Niccolini
17 Nov 2016
Alluvione. 50 anni dopo
di Paola Presciuttini
spettacolo di teatro narrato
con Gionni Voltan
regia Mario Mattia Giorgetti
produzione C.A.M.A. Sas
sede dello spettacolo Teatro Niccolini | Via Ricasoli 3 - Firenze
Orari 21.00
Prezzi Intero
Platea / Palco I° ordine 15€
Palco II° e III° ordine 12€

Ridotti
Platea / Palco I° ordine 13€
Palco II° e III° ordine 10€

Riduzioni
Over 60, Under 26, soci UniCoop Firenze, abbonati Teatro della Toscana, possessori di Teatro della ToscanaCard

Da quando il mondo è mondo l’alluvione, o diluvio che dir si voglia, è simbolo della fine e dell’inizio della vita. Le alluvioni ci sono sempre state e purtroppo ci saranno sempre. Anche l’Arno tracima i suoi argini una volta ogni cento anni dalla notte dei tempi, il fiume è la base della cultura e della storia della città, l’ha aiutata a crescere, l’ha invasa e distrutta, passa silenzioso sotto le gambe larghe dei ponti come un testimone discreto.

Il sarcasmo fiorentino, di cui l’autrice, Paola Presciuttini, e l’interprete, Gionni Voltan, sono rappresentanti per ragioni di ‘nascita, di cultura e di scelta’, quello stesso spirito che ha permesso alla città di non soccombere al disastro, è l’imbarcazione con la quale 4 novembre ’66, regia di Mario Mattia Giorgetti, naviga sulle onde limacciose di una storia che non verrà mai raccontata abbastanza.

Una produzione C.A.M.A.

Trama

Provare a raccontare l’alluvione di Firenze del 1966 è un modo per coltivare la memoria collettiva, tessuto e trama di ogni convivenza civile. Un modo per sensibilizzare le autorità, e soprattutto i cittadini, a un tema tanto importante qual è quello del rapporto con il nostro ambiente e renderci consapevoli della nostra interdipendenza con gli elementi della natura, attraverso il ricordo di un evento che ha visto una città, una nazione e il mondo intero uniti con l’obiettivo comune di salvare un luogo che è patrimonio di tutta l’umanità.

Firenze, nonostante la catastrofe, si può dire sia stata fortunata, le vittime sono state relativamente poche, ma altrove? Altrove, nelle centinaia di alluvioni che ancora oggi devastano il mondo in ogni angolo, le cose vanno diversamente. Perché, dopo millenni di convivenza con i fiumi, non abbiamo imparato il rispetto per la loro potenza e per il loro carattere.

Il sarcasmo fiorentino, di cui l’autrice e l’interprete sono rappresentanti per ragioni di “nascita, di cultura e di scelta”, quello stesso spirito che ha permesso alla città di non soccombere al disastro, sarà l’imbarcazione con la quale navigare sulle onde limacciose di questa storia che non verrà mai raccontata abbastanza.

Gionni Voltan, diretto da Mario Mattia Giorgetti, narra ciò che la storia ha conservato di quella pagina catastrofica che è stata l’alluvione di Firenze. Per evitare di commemorare un triste fatto di cronaca, la storia viene rivissuta attraverso una serie di personaggi, immaginari, ma possibili e … potenza della narrazione, dall’Arno stesso, il fiume un po’ bizzarro, un po’ invadente, come lo sono tutti i fiorentini.

Durante lo spettacolo vengono proiettate immagini di quei fatti, immagini catastrofiche, talvolta anche singolari, impreviste, sempre “autenticamente” fiorentine, che furono registrate in quel Novembre del ‘66. Come il beffardo cartello di una trattoria del centro, affisso all’indomani dell’alluvione: “Stasera Umido!”

Il testo di Paola Presciuttini vuole raccontare una storia del passato ben conosciuta nel mondo, ma anche essere un monito per il futuro, considerate le catastrofi ambientali che si sono susseguite nel tempo e che continuano ancora oggi. Il testo proverà anche a raccontare la reazione un po’ scanzonata, ma naturale e spontaneamente ‘civile’ di un popolo, quello di Firenze, che reagì con forza, dignità e … ironia.

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