Teatro Niccolini
28 Mar 2017 - 29 Mar 2017
Maddalena Crippa
rielaborazione testo originale di Victor Leon / Leon Stein
a cura di Bruno Stori e Maddalena Crippa
arrangiamento musiche originali di Franz Lehár
a cura di Giacomo Scaramuzza
e con Giampaolo Bandini (chitarra), Giovanni Mareggini (flauto e ottavino), Mario Pietrodarchi (fisarmonica), Federico Marchesano (contrabbasso)
regia Bruno Stori
produzione Parmaconcerti e Compagnia Umberto Orsini
sede dello spettacolo Teatro Niccolini | Via Ricasoli, 3 - Firenze
Orari 21.00

Lo spettacolo ha una durata di 70 minuti, atto unico.
Prezzi Intero
Platea / Palco I ordine 24€
Palco II e III ordine 20€

Ridotto OVER 60 / UNDER 26 / Soci Unicoop Firenze
Platea / Palco I ordine 21€
Palco II e III ordine 18€

Cafè chantant

In uno spazio essenziale, accompagnata da un prezioso ensemble strumentale, un quartetto composto da chitarra, fisarmonica, flauto traverso e contrabbasso, Maddalena Crippa, nella doppia veste di narratrice e cantante, racconta la storia e interpreta le canzoni de La Vedova Allegra, evocando con leggerezza e divertimento le atmosfere dei cabaret berlinesi e dei cafè chantant parigini.

Alternando le parti recitate, frammenti di dialoghi e monologhi tradotti dal libretto originale di Victor Leon/Leon Stein, alle parti cantate, arie e duetti, l’attrice si sdoppia e dà voce e carattere sia ad Anna Glavari che al principe Danilo.

Una produzione Parmaconcerti e Compagnia Umberto Orsini.

Trama

Il Barone Zeta, Ambasciatore del Pontevedro a Parigi, riceve un ordine tassativo dal proprio governo: la signora Anna Glavari, giovane vedova del banchiere di corte, deve a tutti i costi risposarsi con un compatriota. Infatti se dovesse passare a seconde nozze con uno straniero, il suo capitale, valutato 100 milioni di dollari, abbandonerebbe la Banca Nazionale Pontevedrina e, per la “Cara Patria”, sarebbe la rovina economica. Il Barone Zeta, coadiuvato da Niugus (cancelliere un po’ pasticcione), tenta di convincere il Conte Danilo Danilowich, segretario all’Ambasciata di Parigi, a sposare la ricca vedova. Danilo però non ne vuole sapere perché, fra lui ed Anna c’è già stato del “tenero” prima che lei sposasse il banchiere Glavari; ed ora Danilo, ferito nell’orgoglio, non vuole assolutamente ammettere di essere ancora innamorato di Anna. Da parte sua la vedova, pur amando Danilo, non lo vuole dimostrare e fa di tutto per ingelosirlo. Durante una festa che Anna organizza nella sua villa, sia per vedere le reazioni di Danilo e sia per salvare l’onore della moglie del barone Zeta, ella dichiara a tutti gli invitati che intende sposare un francese: il sig. Camillo De Rossillon. Danilo furioso abbandona la festa. Tutto sembra perduto, ma Niegus, più per caso che per merito, riesce a sciogliere l’equivoco e a far confessare ad Anna e Danilo il loro amore reciproco.

Note di regia

Che cosa si nasconde dietro il successo di quest’operetta? Che cosa c’è di così appagante per il pubblico che da oltre un secolo affolla i teatri per applaudirla? La risposta è molto semplice: La Vedova Allegra è una fiaba a tempo di valzer e il valzer, si sa, provoca il rilascio delle endorfine, le molecole della gioia e dunque La Vedova Allegra è un formidabile anti-stress, che non è poco. A cominciare da Canzonette vagabonde, dal repertorio italiano degli anni ‘20 e ‘30, a seguire poi con Sboom; le canzoni degli anni ’60 da Paolo Conte, a Tenco, Jannacci, De André; con A sud dell’alma, dedicato ai grandi interpreti latino americani, E pensare che c’era il pensiero di Gaber e Luporini; senza dimenticare le interpretazioni di Irma la dolce (produzione Rai), Schonberg Kabarett, Pierrot lunaire, L’opera da tre soldi, nel doppio ruolo di Jenny e Polly; Femmine fatali (produzione Festival di Salisburgo), fino al più recente Italia mia Italia, una dedica spassionata al nostro paese, Maddalena Crippa ha tracciato un percorso nel teatro-musica all’insegna della qualità e della varietà, che approda ora alla Vedova Allegra”.

Bruno Stori

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