Cortile del Museo Nazionale del Bargello
18 Giu 2016
Gabriele Lavia
produzione Fondazione Teatro della Toscana
sede dell'evento Cortile del Museo Nazionale del Bargello | Via del Proconsolo, 4 - Firenze
foto Filippo Manzini
Orari 21.15
Prezzi Intero 15€ - Ridotto 12€
Riduzioni: over 60, under 26, soci Unicoop Firenze, abbonati Teatro della Toscana, possessori di PergolaCard

Lettura-commento

Una performance intima e coinvolgente per regalare al pubblico un viaggio nel profondo e perenne confronto tra “essere” e “non essere”.

Solo in scena, Gabriele Lavia, diventa protagonista di un gioco infinito che al Teatro unisce le possibilità della narrazione, della recitazione, della riflessione dotta. Un racconto ininterrotto della partitura shakespeariana, da quattrocento anni custode su carta della rivoluzionaria tematica dell’essere, e delle molteplici sfaccettature di un tempo ancora incredibilmente attuale. Così, Lavia interpreta e racconta tutti i personaggi coinvolti, da Amleto a Gertrude, da Claudio a Ofelia, entra nel loro animo, espone i loro intenti, le loro subdole intenzioni come i capocomici di un tempo che spiegavano la parte agli attori immedesimandosi nei vari ruoli.

Un Amleto questo che ritorna dopo gli allestimenti scenici del ‘78, dell’81 e dell’84, ma raccontato con digressioni, riferimenti storico-filosofici e riflessioni personali sul celebre testo del Bardo, mettendo in scena la potenza poetica del teatro nel teatro. Con il continuo scambio di ruoli, Lavia racconta le contraddizioni di un mondo oppresso da false certezze e di una realtà sfuggente e complicata da interpretare, per ricostruire la tragica storia del principe di Danimarca attraverso la più alta rappresentazione dell’animo umano, il dubbio.

Un viaggio appassionato di un profondo conoscitore di Shakespeare, dell’animo dei personaggi, delle intenzioni dell’autore, del contesto storico e sociale. La parola è pulsante, vive nell’espressione intensa di Gabriele Lavia, che entra nel vivo del ‘gioco’ del teatro, in quello specchio fedele di una realtà sfuggente e difficile da interpretare, come ben sapeva il Bardo, che ne ha fatto uno dei temi cardine del proprio teatro e, in particolare, di Amleto.