24 Mar 2017 - 22 Ott 2017
Massimo Ghini
Francesco Bonomo
di Walter Veltroni
regia Piero Maccarinelli
produzione Fondazione Teatro della Toscana
in collaborazione con Q Academy

TOURNÉE

Firenze Teatro della Pergola 24/3 – 2/4/2017
Milano Teatro Franco Parenti 19 – 30/4/2017
Roma Teatro Quirino 10 – 22/10/2017

Ciao è il racconto di un dialogo impossibile, dell’incontro fantastico tra un padre, morto giovane negli anni Cinquanta, e un figlio, ormai sessantenne, che lo ha sempre cercato.

Il padre è Vittorio e il figlio è Walter Veltroni. Ma i due protagonisti potrebbero essere ogni padre e ogni figlio di questo Paese meraviglioso e dannato.

Dal libro omonimo, Piero Maccarinelli dirige Massimo Ghini e Francesco Bonomo in una pièce sull’assenza, sul bisogno di relazione, sulla dolorosa bellezza della ricerca delle radici della propria vita.

Una produzione Fondazione Teatro della Toscana.

Trama

Ciao parla dell’assenza, del bisogno di relazione, della dolorosa bellezza della ricerca delle radici della propria vita. Si incontrano, nel palazzo dove le vite di ambedue si sono svolte, due persone che hanno età rovesciate rispetto ai ruoli: il padre è un ragazzo, brillantina nei capelli, e il figlio ha quasi il doppio dei suo anni, ha vissuto molto di più, ha esperienza da vendere. Ma è un figlio e deve ricevere, più che dare. Cerca di capire la vita, il carattere, la storia del padre. Cerca di comprendere se e come l’aveva immaginata, come gli amici gliel’avevano raccontata.

Nel dialogo tra queste due creature, che si svolge in un irreale tramonto che non finisce mai, si snoda anche la storia d’Italia di molti decenni, una storia di cui i due sono stati testimoni e protagonisti. Sono due Italie che si raccontano e si incrociano. E si interrogano sui grandi significati dell’esistenza umana, della relazione padre-figlio e della trasmissione della memoria.

Note di regia

Due generazioni si confrontano: quella del padre, che ha partecipato alla rinascita del paese nel secondo dopoguerra, e quella del figlio, che ha partecipato ad una stagione dove molti degli ideali nati nel dopoguerra sono entrati in crisi. È un’occasione per raccontare, perché raccontare è vivere, ma anche per confrontare posizioni, nate dallo stesso DNA, ma non sempre convergenti. Il gioco del teatro consente la realizzazione di questo incontro impossibile, che attraverso ricordi che si incrociano, testimonianze dolorose, autocritiche talvolta ulceranti, talvolta divertenti, porta a un confronto irreale ma profondamente realistico i due personaggi”.

Piero Maccarinelli

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