DITEGLI SEMPRE DI SÌ

25 Ott 2019 - 5 Apr 2020
di Eduardo De Filippo
con (in ordine di apparizione) Carolina Rosi, Paola Fulciniti, Massimo De Matteo, Edoardo Sorgente, Vincenzo D'Amato, Gianfelice Imparato, Federica Altamura, Andrea Cioffi, Nicola Di Pinto, Viola Forestiero, Boris De Paola, Gianni Cannavacciuolo
scene e luci Gianni Carluccio
costumi Francesca Livia Sartori
regia Roberto Andò
produzione Elledieffe – La Compagnia di Teatro di Luca De Filippo, Fondazione Teatro della Toscana
ritratto Fabio Lovino
durata 1 ora e 35 minuti, intervallo compreso
Quando:
25/10/2019 - 20:45–23:15
2019-10-25T20:45:00+02:00
2019-10-25T23:15:00+02:00

TOURNÉE

Pordenone Teatro Verdi 25 – 27/10/2019
Torino Teatro Carignano 29/10 – 10/11/2019
Napoli Teatro Diana 13 – 24/11/2019
Roma Teatro Ambra Jovinelli 8 – 19/1/2020
Modena Teatro Storchi 23 – 26/1/2020
Pontedera Teatro Era 22 – 23/2/2020
Genova Teatro della Corte 11 – 15/3/2020
Milano Piccolo Teatro Strehler 18/3 – 5/4/2020

Ditegli sempre di sì è una commedia in bilico tra la pochade e un vago pirandellismo, un congegno bizzarro in cui Eduardo De Filippo si applica a variare il tema della normalità e della follia, consegnando al personaggio di Michele Murri, il protagonista, i tratti araldici della sua magistrale leggerezza. Roberto Andò dirige Gianfelice Imparato e la Compagnia Luca De Filippo. Via via che si avvicina al finale, il fantasma delle apparenze assume un andamento beffardo, sino a sfiorare, nel brio del suo ambiguo e iperbolico disincanto, una forma spiazzante: è commedia o tragedia?

Note di regia

Il tema della pazzia ha sempre offerto spunti comici o farseschi, ma di solito è giocato a rovescio, con un sano che si finge pazzo. Invece, in Ditegli sempre di sì il protagonista è realmente pazzo, da cui il dolore, e il senso di minaccia che pervadono l’opera. Tra porte che si aprono e si chiudono, equivoci, fraintendimenti, menzogne, illusioni, bovarismi, lo spettatore si ritrova in un clima sospeso tra la surrealtà di Achille Campanile e un Luigi Pirandello finalmente privato della sua filosofia, irresistibilmente proiettato nel pastiche.

Roberto Andò