Dopo il silenzio

13 Gen 2015 - 18 Gen 2015
Sebastiano Lo Monaco, Mariangela D'Abbraccio, Turi Moricca
tratto da Liberi Tutti di Pietro Grasso
di Francesco Niccolini e Margherita Rubino
scene Giacomo Tringali
costumi Cristina Da Rold
musiche Dario Arcidiacono
luci Luigi Ascione
interventi video Giacomo Verde
canti originali Carlo Muratori
coro Discantus
diretto dal Maestro Salvo Sampieri
regia Alessio Pizzech
produzione Sicilia Teatro
durata dello spettacolo novanta minuti, atto unico
Orari da martedì a sabato: 20.45; domenica: 15.45

Il silenzio omertoso è una delle armi della mafia: il teatro invece è comunicazione, presa di coscienza. Con Dopo il Silenzio, regia di Alessio Pizzech, Sebastiano Lo Monaco prende parola contro la criminalità organizzata e lo fa dando nuovamente voce a Pietro Grasso e all’adattamento del suo libro, Liberi tutti. Coraggioso e misuratissimo nel precedente Per non morire di mafia, Lo Monaco si offre ancora alla lezione dell’ex procuratore nazionale antimafia, oggi Presidente del Senato, insieme a Mariangela D’Abbraccio, che incarna le donne che hanno vissuto per la legalità, e Turi Moricca nel ruolo del giovane cresciuto e attratto dalla violenza e dal crimine mafioso.
Travalicando l’esperienza individuale e autobiografica di Grasso, lo spettacolo Dopo il Silenzio non ha una dimensione cronachistica o di denuncia, ma assume le forme dell’antica Tragedia che affronta i grandi temi della coscienza in lotta con la giustizia e con la morte come orizzonte estremo.
Uno spettacolo “ad alta tensione emotiva”, con Sebastiano Lo Monaco  impegnato nella duplice dimensione di determinato narratore e di appassionato interprete della forza e dell’etica di Grasso o Borsellino, l’esempio limpido ed eroico di coloro che hanno combattuto contro l’orrore della mafia, anche rischio della vita.

La storia
Muoiono di mafia non solo le vittime della delinquenza organizzata, ma tutti coloro che si rassegnano a vivere nell’illegalità e nell’ingiustizia: chi chiude gli occhi di fronte ai reati, chi fa affari eludendo la legge. Solo attraverso la cultura della legalità si può sperare di trovare riscatto dalla schiavitù dei soprusi, dell’intimidazione e della violenza che domina laddove il potere delle cosche è più forte. Per gridare alla fine Liberi tutti!

Note di regia
Il palcoscenico è il luogo della Storia, di una storia collettiva che attraversa le piccole vicende personali di ognuno di noi e che quindi può in sé contenere le fondamenta di un possibile ri-orientamento nazionale. In questa ottica anche in Dopo il Silenzio la parola teatrale diventa strumento di indagine di una Storia di un Paese, l’Italia, che coincide, si scontra talora, diverge e poi trova punti di contatto con la storia della mafia con i suoi addentellati politico / economici, con il suo ribaltamento valoriale che si è unito ad un imbarbarimento dei costumi e della vita pubblica.
Alessio Pizzech