FAVOLA DEL PRINCIPE CHE NON SAPEVA AMARE

20 Feb 2018 - 25 Feb 2018
Stefano Accorsi
liberamente tratto da Lo cunto de li cunti
di Giambattista Basile
adattamento teatrale e regia Marco Baliani
progetto GRANDI ITALIANI | Ariosto ORLANDO FURIOSO, Boccaccio DECAMERON, Basile LO CUNTO DE LI CUNTI
di Marco Baliani, Stefano Accorsi, Marco Balsamo
produzione Nuovo Teatro
diretta da Marco Balsamo
in coproduzione con Fondazione Teatro della Toscana
è parte del progetto Il Teatro? #BellaStoria!
ritratto Chico De Luigi
Orari 20.45, domenica ore 15.45
Prezzi Intero
Platea 34€ - Palco 26€ - Galleria 18€

Ridotto Over 60
Platea 30€ - Palco 22€ - Galleria 16€

Ridotto Under 26
Platea 22€ - Palco 17€ - Galleria 13€

Ridotto Soci Unicoop Firenze
Platea 26€ - Palco 19€ - Galleria 14€

Uno spettacolo che indaga il mistero più misterioso di tutti, quello di riuscire a vivere.
Stefano Accorsi interpreta la Favola del principe che non sapeva amare, adattamento e regia di Marco Baliani da Lo cunto de li cunti di Giambattista Basile.
Dopo Boccaccio e Ariosto, il Progetto Grandi Italiani porta in teatro Basile, sfidando la complessità della sua opera, per scoprire quanto ancora possiamo nutrirci delle sue invenzioni, dei suoi azzardi, delle sue intuizioni. Un’iniziativa che vuole mostrare, con l’arte della scena, che la bellezza delle loro creazioni è un tesoro inestinguibile, a doppio filo legato a quell’altra beltà che è il nostro paesaggio e le nostre opere d’arte.
Una produzione Nuovo Teatro diretta da Marco Balsamo, Fondazione Teatro della Toscana.

Trama

Ne Lo cunto de li cunti di Giambattista Basile, da cui lo spettacolo prende sostanza, il mistero del nostro vivere si dipana in una mappa di storie, con un andamento fiabesco, le vicende che vi accadono posseggono una loro verità del tutto indipendente dalla realtà ordinaria. La fiaba è un fatto di cronaca fantastica che va raccontato con la pregnanza con cui si racconta un fattaccio di cronaca nera o di cronaca rosa. Le magie che vi accadono non sono effetti speciali per stupire o spaventare, sono invece come fasci di luce potente che viene proiettata sul nodo psichico della vicenda narrata, per indurre lo spettatore a farsi carico di quel nodo.

Dopo aver portato in scena il Decameron del Boccaccio e Orlando Furioso dell’Ariosto, ora la trilogia del progetto Grandi Italiani si conclude con Lo cunto de li cunti di Giambattista Basile, col suo linguaggio barocco, un italiano rinnovato da un dialetto aspro e meravigliosamente creativo.

Un linguaggio sonoro, che si riverbera anche nello spettacolo, dove i suoni e le sonorità comporranno un paesaggio mutevole e metamorfico.

Molta vita si addensa in queste storie, ognuna racchiude più di un Destino, ma il nostro teatro ne svela solo una parte, lasciando nell’animo dello spettatore la sensazione che non tutto è stato detto, che l’Arcana Favola nasconde ancora molti altri tesori.

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