GIOCANDO CON ORLANDO ASSOLO

IL TEATRO DELLA TOSCANA AL BARGELLO
1 Lug 2015 - 3 Lug 2015
Tracce, memorie, letture da Orlando Furioso di Ludovico Ariosto secondo Marco Baliani
con Stefano Accorsi
produzione Fondazione Teatro della Toscana
luogo Cortile del Museo Nazionale del Bargello
Orari 21.15
Prezzi intero 15€ - ridotto 12€ (over 60, under26, abbonati Pergola, soci Unicoop Firenze)
Quando:
01/07/2015 - 20:15–21:15
2015-07-01T20:15:00+02:00
2015-07-01T21:15:00+02:00

Attore cinematografico e teatrale amato da pubblico e critica, Stefano Accorsi si cimenta ancora una volta con l’Orlando furioso di Ludovico Ariosto, cavalcando il tema oneroso dell’amore e delle sue declinazioni, amore perso sfortunato vincente doloroso sofferente sacrificale gioioso e di certo anche furioso. Le rime ottave del grande poeta risuoneranno in sempre nuove sorprese, in voci all’ascolto inaspettate, in suoni all’orecchio stupiti.

Studiato appositamente per il Cortile del Bargello, Giocando con Orlando Assolo si rifà al Furioso Orlando, regia e adattamento teatrale di Marco Baliani, e in seguito riproposto dai due artisti, con Baliani anche in veste di attore, in giro per l’Italia in una nuova versione intitolata Giocando con Orlando. Questa è dunque la terza versione, in cui Accorsi si esibisce da solo in una grande prova d’attore, interpretando anche la parte di Baliani.

Scorrazzando in rima tra paladini cristiani, feroci saraceni, ippogrifi alati e giovani donzelle, e alternando alle ottave originali di Ariosto quelle un po’ più prosaiche di Baliani, Accorsi riesce a restituire al pubblico tutta la straordinaria ironia e modernità del poema cinquecentesco. Quella per cui la bella Angelica, insidiata più o meno da tutti i cavalieri cristiani, finisce per cedere al musulmano Medoro (suscitando il furore di Orlando), mentre la guerriera cristiana Bradamante sposa il pagano Ruggiero, beninteso dopo che si è convertito, in uno straordinario ribaltamento di ruoli e luoghi comuni.

“Dicono che a narrare storie il mondo diventi assai meno terribile”, afferma Marco Baliani, “e per tal compito, in questi tempi amari dove a parlare sembra essere solo la realtà, ci siam messi all’opera, con passo volatile e leggero, ma per toccare sostanze alte e un sentire sincero.”

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