I GIGANTI DELLA MONTAGNA

24 Ott 2019 - 12 Feb 2020
Gabriele Lavia
di Luigi Pirandello
la Compagnia della Contessa Federica Di Martino, Clemente Pernarella, Giovanna Guida, Mauro Mandolini, Lorenzo Terenzi, Gianni De Lellis, Federico Le Pera, Luca Massaro


Cotrone detto il Mago Gabriele Lavia


gli Scalognati Nellina Laganà, Ludovica Apollonj Ghetti, Michele Demaria, Daniele Biagini, Marika Pugliatti, Beatrice Ceccherini


i Fantocci (personaggi della Favola del figlio cambiato) Luca Pedron, Laura Pinato, Francesco Grossi, Davide Diamanti, Debora Iannotta, Sara Pallini, Roberta Catanese, Eleonora Tiberia


scene Alessandro Camera
costumi Andrea Viotti
musiche Antonio Di Pofi
luci Michelangelo Vitullo
maschere Elena Bianchini
coreografie Adriana Borriello
regista assistente Francesco Sala
assistente alla regia Angelica Fei Barberini
regia Gabriele Lavia
produzione Fondazione Teatro della Toscana
in coproduzione con Teatro Stabile di Torino, Teatro Biondo di Palermo
con il contributo della Regione Sicilia
con il sostegno di ATCL Associazione Teatrale fra i Comuni del Lazio, Comune di Montalto di Castro e Comune di Viterbo
foto Filippo Manzini
durata due ore e 15 minuti, intervallo compreso
Quando:
24/10/2019 - 21:00–22:00
2019-10-24T21:00:00+02:00
2019-10-24T22:00:00+02:00

TOURNÉE 2019/2020

Firenze Teatro della Pergola 24/10 – 3/11/2019
Viterbo Teatro dell’Unione 9 – 10/11/2019
Torino Teatro Carignano 13/11 – 1/12/2019
Palermo Teatro Biondo 6 – 15/12/2019
Rieti Teatro Flavio Vespasiano 21 – 22/12/2019
Bologna Teatro Arena del Sole 9 – 12/1/2020
Napoli Teatro Mercadante 15 – 26/1/2020
Messina Teatro Vittorio Emanuele 1 – 5/2/2020
Catania Teatro Massimo Bellini 8 – 12/2/2020

TOURNÉE 2019

Milano
prima nazionale
Teatro Strehler 27/2 – 10/3/2019
Roma Teatro Eliseo 13 – 31/3/2019

Gabriele Lavia, dopo i Sei personaggi in cerca d’autore e L’uomo dal fiore in bocca… e non solo, chiude la sua personale trilogia pirandelliana con I giganti della montagna, l’ultimo dei miti, testamento artistico di Luigi Pirandello, punto più alto e sintesi della sua poetica. Una compagnia di teatranti guidata dalla contessa Ilse arriva alla villa detta La Scalogna dove vive uno “strano” mago che dà loro rifugio. Alla fine del II atto scrive le ultime cinque parole della sua vita e di tutto il Teatro delle maschere nude: “Io ho paura, ho paura…”.

Note di regia

Cotrone, il mago, dice di essersi fatto “turco” per il “fallimento della poesia della cristianità”. Chi è questo “strano” mago, mezzo vestito da turco, che vive nel “fallimento”, nella “caduta” del mondo, ai margini della vita e ai confini del sogno? È Luigi Pirandello, agrigentino e nato, per un’epidemia di colera da cui fuggire, in un “luogo a parte” chiamato Caos, parola greca che vuol dire “spalancato, disordinato”. Il contrario è Kósmos, “ordinato, abbellito”, da cui “cosmetico”. E il Teatro di Pirandello, certo, non è “cosmetico”.

Gabriele Lavia