La prossima stagione

A teatro prima di cena
14 Mag 2015 - 16 Mag 2015
Michele Santeramo
da un'idea di Luca Dini e Michele Santeramo
immagini Cristina Gardumi
assistente alla regia Erica Artei
musiche di Sergio Altamura, Giorgio Vendola, Marcello Zinni
produzione Fondazione Teatro della Toscana
Orari 18:45

Cosa può succedere nei prossimi sessant’anni? Come le nostre vite dovranno adeguarsi ai cambiamenti che le scelte di oggi produrranno?

Un lui e una lei, marito e moglie, mostrati al presente in sei momenti della loro vita, a distanza di dieci anni l’uno dall’altro, dal 2015 al 2065, per cercare una risposta a come le vite delle persone saranno costrette a modificarsi, accontentarsi, piegarsi, perché intanto il mondo sarà cambiato ma le persone continueranno ad avere le stesse pulsioni profonde, gli stessi desideri, le stesse passioni.

Lo spettacolo racconta come si modifica il rapporto tra questi due personaggi, come si modificano la loro voglia di tenerezza, il loro modo di scherzare, la loro innata leggerezza. Ma il futuro, in teatro, non è credibile perché l’azione, per essere vera, deve trattenere il tempo nel presente.

Il dialogo, quindi, non è messo in scena ma letto da un solo attore. Le didascalie rivestono un ruolo fondamentale perché, proiettate come fossero sovratitoli, vengono lette dallo spettatore interrompendo il flusso del dialogo. E’ uno spettacolo da leggere: perché il futuro è irrappresentabile, perché l’attore legge il dialogo, perché lo spettatore legge lo spettacolo.

 

A farci entrare, emozionandoci, nel mondo favolistico e di un futuro irrappresentabile, de “La prossima stagione”, sono soprattutto le immagini. Sono i bellissimi disegni di Cristina Gardumi che ci accompagnano e ci immettono dentro il breve e denso racconto. Sono loro le vere protagoniste. La voce narrante, invece, al loro servizio, è quella di Michele Santeramo, in piedi davanti al leggio al lato del grande schermo verso cui guarda continuamente con gesti e posture, quasi un prolungamento dei due personaggi ai quali dà consistenza con i suoi toni suadenti, pacati, decisi, avvolgenti.

Giuseppe Distefano (ilsole24ore.it)