LA TRAGEDIA DEL VENDICATORE

12 Dic 2018 - 16 Dic 2018
di Thomas Middleton
versione italiana Stefano Massini
con Ivan Alovisio, Alessandro Bandini, Marco Brinzi, Fausto Cabra, Martin Ilunga Chishimba, Christian Di Filippo, Raffaele Esposito, Ruggero Franceschini, Pia Lanciotti, Errico Liguori, Marta Malvestiti, David Meden, Massimiliano Speziani, Beatrice Vecchione
scene e costumi Nick Ormerod
luci Judith Greenwood, Claudio De Pace
musiche Gianluca Misiti
drammaturgia e regia Declan Donnellan
produzione Piccolo Teatro di Milano, ERT - Emilia Romagna Teatro Fondazione
foto di scena Masiar Pasquali
Orari 20.45, domenica 15.45

La durata dello spettacolo è di un’ora e 50 minuti, atto unico.
Prezzi Intero
Platea 34€ - Palco 26€ - Galleria 18€

Ridotto Over 60
Platea 30€ - Palco 22€ - Galleria 16€

Ridotto Under 26
Platea 22€ - Palco 17€ - Galleria 13€

Ridotto Soci Unicoop Firenze
Platea 26€ - Palco 19€ - Galleria 14€

Declan Donnellan dirige La tragedia del vendicatore di Thomas Middleton nella versione italiana di Stefano Massini. Dramma di vendetta, ha forti componenti di derivazione medievale nel senso della morte e della corruttibilità della carne, l’affascinato orrore per il peccato, l’uso di personaggi chiaramente simbolici.
Una produzione Piccolo Teatro di Milano.

Trama

Scritta nei primi anni del regno di Giacomo I, tra il dilagare della corruzione e del malcostume, La tragedia del vendicatore riflette una visione del mondo cupa e disperata: isolamento ascetico e rinuncia sembrano l’unica via per sfuggire all’azione inquinante del potere.

Contemporaneo di Shakespeare, era di sedici anni più giovane del Bardo, Thomas Middleton attribuisce ai personaggi della sua pièce nomi ‘parlanti’, così da connotarne fin da subito il ruolo e il comportamento: Vindice, Spurio, Supervacuo, Lussurioso, Ambizioso, Castiza…. Il piano posto in atto da Vindice, aiutato dal fratello Ippolito, per uccidere il Duca, reo di avergli avvelenato la casta fidanzata che non era riuscito a possedere, si svolge una corte italiana.

Middleton e Shakespeare si affermarono in una Londra teatro di cambiamenti dirompenti. Era un tempo di boom economico e bancarotta; regnava un enorme malcontento, colpevolmente ignorato, che fu sul punto di distruggere il mondo dei due autori.

Leggendo Middleton si percepisce una minaccia incombente, che cresce come un tumore invisibile fino a scoppiare, alimentata dal rancore e dall’ingiustizia. Ci parla di un governo corrotto, invischiato in loschi affari, di un popolo che si compra al prezzo dei beni di consumo. Descrive una società ossessionata dal sesso, dalla celebrità, dalla posizione sociale e dal denaro, dominata dal narcisismo e da un bisogno compulsivo di auto rappresentarsi per convincere gli altri, ma soprattutto se stessi, di essere buoni e belli.