Teatro Niccolini
3 Gen 2018 - 7 Gen 2018
La Compagnia delle Seggiole
di Augusto Novelli
con Fabio Baronti, Sabrina Tinalli, Carolina Pezzini, Beatrice Faldi, Luca Cartocci, Andrea Nucci, Carlo Martelloni, Claudio Spaggiari, Marcello Allegrini, Brenda Potenza, Giovanna Calamai, Anna Collazzo
costumi Giancarlo Mancini
aiuto regia Giovanna Calamai
assistente ai costumi Pino Crescente
direttore di scena Daniele Nocciolini
regia Claudio Spaggiari
produzione Fondazione Teatro della Toscana
in collaborazione con La Compagnia delle Seggiole
foto di scena Filippo Manzini
luogo Teatro Niccolini | Via Ricasoli 3 - Firenze
Orari 21.00, sabato e domenica ore 16.45.

Lo spettacolo ha una durata di due ore circa, con due intervalli.
Prezzi Intero
I° settore: 18€
II° settore: 15€

Ridotto (Over 60 / Under 26 / Abbonati Teatro della Toscana - non valido nelle recite di sabato 6 e domenica 7)
I° settore: 14€
II° settore: 11€

Ridotto (Soci Unicoop Firenze - valido solo mercoledì 3 e giovedì 4)
I° settore: 12€
II° settore: 9€

L’acqua cheta è da ritenersi il capolavoro di Augusto Novelli, senza dubbio la commedia più conosciuta e più rappresentata nei teatri di tutta l’Italia del vernacolo fiorentino. Fu messa in scena per la prima volta al Teatro Alfieri di Firenze nel gennaio del 1908 e fu replicata per ventisei sere consecutive, dando il via alla rinascita del teatro dialettale fiorentino che fino ad allora era rimasto come fuoco sotto la cenere.

L’acqua cheta festeggia i 110 anni; infatti nella notte di Capodanno del 1908 al Teatro Alfieri si festeggiava con un banchetto il grande attore Andrea (Dreino) Niccòli che si preparava a partire in America con la sua Compagnia per una lunga tournée. Il commediografo Augusto Novelli, che si trovava a passare di là, fu invitato sul palcoscenico a parlare. Fu lui che riuscì così a persuadere l’attore Andrea Niccòli di tentare la fortuna all’estero con un nuovo progetto teatrale, ovvero proponendogli una commedia che portasse in America il teatro popolare in lingua vernacolare. Augusto Novelli si impegnò a scrivere un atto prima della partenza della Compagnia.

La commedia, in tre atti, debuttò il 29 gennaio, con il titolo L’acqua cheta. Fu un successo clamoroso, travolgente.

Da allora la commedia ha avuto innumerevoli rappresentazioni, sia come prosa, sia come operetta (l’adattamento musicale del testo di Giuseppe Pietri è del 1920) e nel corso della sua storia sulla scena ha subito un’evoluzione che ne ha modificato notevolmente la forma, il linguaggio e la stessa gerarchia dei personaggi.

L’acqua cheta conferma, dunque, le intenzioni di Augusto Novelli che voleva realizzare attraverso quest’opera la sua personale idea di teatro popolare.

Il pubblico e le Compagnie che nel corso degli anni hanno messo in scena il testo, si sono talmente identificati con L’acqua cheta che sono più volte intervenuti direttamente sul testo, sulle scene e sui personaggi, con tagli e aggiunte nate dall’improvvisazione degli attori e dal gradimento del pubblico.

L’acqua cheta è di fatto diventata un prodotto artistico frutto della memoria e della cultura orale.

Per la pratica teatrale si può dire che oggi non esista una sola ‘Acqua Cheta’, ma tante e tante diverse.

E come davanti ad ogni opera di cultura popolare, ci troviamo con L’acqua cheta di fronte a un gran numero di varianti che la rendono proteiforme, ma allo stesso tempo mantiene al suo interno certe consuetudini della rappresentazione delle singole scene, tanto da risultare così note ed amate dal pubblico.

Alla luce di queste considerazioni, questa commedia così leggera ci appare carica di sensi diversi, uno su tutti: L’acqua cheta rappresenta per i fiorentini – e forse anche per i non fiorentini – quell’immagine di Firenze, che hanno conosciuto proverbialmente in passato o di cui hanno sentito raccontare, che esisteva ‘prima’, in un tempo passato e che ora non c’è più. Prima dei turisti, prima dell’alluvione, prima della grande guerra… In ogni caso ‘prima’ di un qualche disastro che le ha cambiato i connotati.

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