LEZIONI DI STORIA

Teatro della Pergola
14 Gen 2018 - 18 Mar 2018
in collaborazione con Editori Laterza e Fondazione Teatro della Toscana
foto Alessandro Barbero Filippo Manzini
luogo dell'evento Teatro della Pergola | Via della Pergola, 30 - Firenze
Orari domenica ore 11.00
Prezzi Intero
8€

Ridotto - Studenti, Abbonati Teatro della Toscana, Soci UniCoop Firenze, Iscritti alla Newsletter della Libreria dei Lettori
5€

ABBONAMENTO A 6 LEZIONI

Intero
40€

Ridotto - Studenti, Abbonati Teatro della Toscana, Soci UniCoop Firenze, Iscritti alla Newsletter della Libreria dei Lettori
25€

Romanzi nel tempo

 

DOMENICA 14 GENNAIO 2018

Napoleone e l’arte della guerra a partire da Guerra e pace di Lev Tolstoj

Alessandro Barbero 

Il principe Andrej, Nataša, Pierre Bezuchov sono i nomi che vengono in mente a tutti se parliamo dei personaggi di Guerra e pace. L’altra grande protagonista del romanzo, una protagonista universale, annunciata fin dal titolo, è la guerra. La guerra portata in Russia da Napoleone fino all’incendio di Mosca. Tolstoj era un ufficiale di carriera, aveva combattuto nella guerra di Crimea, conosceva i soldati e gli eserciti: il suo romanzo è una straordinaria testimonianza, realistica e visionaria al tempo stesso, sugli uomini, le armi, le tecniche, le regole dell’arte della guerra al tempo di Napoleone.

 

DOMENICA 28 GENNAIO 2018

Il razzismo dei bianchi a partire da La capanna dello zio Tom di Harriet Beecher Stowe

Alessandro Portelli

La capanna dello zio Tom è un libro spesso male inteso. Per tutto il Novecento, la figura dello zio Tom è stata rappresentata come quella di un vecchio servo docile e sottomesso al padrone. In realtà, Tom si presenta in tutt’altro modo: è un uomo grande, “con il petto ampio e la corporatura possente”; non è vecchio; non è analfabeta. Quando cade nelle mani del malvagio schiavista, Tom incoraggia e aiuta due compagne di schiavitù a fuggire e si fa ammazzare pur di non tradirle. In qualunque altro contesto, lo chiameremmo un eroe della resistenza, altro che “zio Tom”.

 

DOMENICA 4 FEBBRAIO 2018

La morale borghese a partire da Madame Bovary di Gustave Flaubert

Alberto Mario Banti

Si può amare Emma Bovary? La sua propensione a sognare a occhi aperti, la sua vocazione al disastro affettivo? Forse no. E tuttavia Emma, nonostante le sue romanticherie, sa bene in che mondo vive. Vorrebbe un figlio maschio, perché “un uomo almeno è libero; può passare attraverso le passioni e i paesi, superare gli ostacoli, gustare le più remote felicità. Una donna è continuamente frustrata. Inerte e flessibile insieme, ha contro di sé le debolezze della carne come le schiavitù del codice”. Madame Bovary è una banale autoassoluzione, o una lucida diagnosi di cosa voglia dire essere donna secondo le regole della morale dominante?

 

DOMENICA 18 FEBBRAIO 2018

Garibaldi in Sicilia a partire da Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa

Lucy Riall

Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa è una pietra miliare della costruzione della memoria della nazione. Oggi rappresenta il tradimento delle aspirazioni risorgimentali e delle immutabili verità del Mezzogiorno. A livello internazionale, il romanzo è considerato il più importante resoconto dell’unificazione della Sicilia al resto d’Italia. Nella stessa Sicilia, “i luoghi del gattopardo” sono diventati meta di turismo culturale. In realtà l’autore aveva aspirazioni molto diverse per il suo racconto e il testo stesso ha più significati e non ovvi.

 

DOMENICA 4 MARZO 2018

La condizione sociale tra Ottocento e Novecento a partire da Metello di Vasco Pratolini

Tommaso Detti

Nell’Italia fra Otto e Novecento le idee del socialismo arrivarono prima dell’industrializzazione e del formarsi di una moderna classe operaia. Derivate dalla democrazia risorgimentale, si diffusero nel contesto del disagio sociale dovuto alla crisi economica degli anni ’70-’90 e della conflittualità che ne trasse alimento. Di tutto ciò la Firenze artigiana e popolare ritratta nel Metello di Pratolini è una conferma, ma non l’unica. Solo agli inizi del nuovo secolo le cose sarebbero sensibilmente mutate.
Tommaso Detti ha insegnato Storia contemporanea all’Università di Siena.

 

DOMENICA 18 MARZO 2018

La mafia americana a partire da Il Padrino di Mario Puzo                             

Salvatore Lupo

Mario Puzo cominciò a progettare Il padrino nel 1966, a ridosso della confessione di Joe Valachi che clamorosamente rivelò l’esistenza della Cosa nostra americana. Il libro mostra, attraverso lo sguardo del padrino, il Mediterraneo come terra delle origini, luogo di una cultura in grado di difendere istituti naturali, come la famiglia. I mafiosi si richiamano al senso dell’onore, all’amicizia, a regole giuste intese a evitare la violenza e a mantenere la pace, rivolgendosi a quanti vogliono convincere che la mafia non li minaccia, anzi li protegge. Una mitologia fascinosa che non vive solo nella fiction. Nella storia della due mafie (siciliana e americana) abbiamo mafiosi che si modellano sull’immagine del patriarca, intellettuali che li dipingono come patriarchi all’antica, e mafiosi che traggono da queste rappresentazioni stilemi utili per legittimarsi.

 

Tweet about this on TwitterShare on Google+Share on Facebook