Teatro Niccolini
14 Mar 2017 - 19 Mar 2017
Marco Messeri
testo, musiche e regia Marco Messeri
tromba e trombone Michael Supnick
contrabbasso Guido Giacomini
pianoforte Vincenzo Lucarelli
direzione di scena Giulia Masini
allestimento scenico Luisanna Pandolfi
luci Giovanna Venzi
assistente alla regia Camilla Lopez
produzione Gitiesse Artisti Riuniti
sede dello spettacolo Teatro Niccolini | Via Ricasoli, 3 - Firenze
Orari dal martedì al venerdì ore 21.00
sabato ore 19.00
domenica ore 16.45
Prezzi Intero
Platea / Palco I ordine 24€
Palco II e III ordine 20€

Ridotto OVER 60 / UNDER 26 / Soci Unicoop Firenze
Platea / Palco I ordine 21€
Palco II e III ordine 18€

Dal Burchiello a Lorenzo Il Magnifico, la Firenze del ‘400

Maledetti Toskani è animato dai testi di due poeti che con le loro vite hanno coperto tutto l’arco del 1400: il Burchiello è nato nel 1404 e morto nel 1449, Lorenzo il Magnifico è nato nel 1449 ed è morto nel 1492.

Il comico guazzabuglio di versi pienamente popolari creati dal Burchiello (anche Leonardo ne aveva una copia nella sua cassa di libri e il critico De Robertis arriva a parlare di pop art del tempo) ebbero immensa fortuna, come del resto anche le rime della accaldata e fragrante Nencia del Magnifico insieme all’allegria dei suoi canti carnascialeschi.

Tutto questo serve a Marco Messeri per costruire, dal tanto celebrato Rinascimento italiano, un esilarante parallelo coi fatti e misfatti a noi contemporanei, avvalendosi della sua scatenata arguzia e appoggiandosi a un’allegra e solida impalcatura musicale.

Una produzione Gitiesse Artisti Riuniti.

Trama

La comicità nei toscani c’è sempre stata? E nel Rinascimento? Come rideva Leonardo da Vinci? In una scorribanda gustosa ed autentica fino alle radici del divertimento si incontrano poeti sinceri, navigatori bugiardi, donne bellissime, pittori bruttissimi, stupidi Re… zie affamate.

Ecco allora il Burchiello barbiere esplosivo e poeta proto-surreale. Ecco Lorenzo il Magnifico, il brutto rospo più ricco d’Europa, erotomane incallito, intelligente e colto oltre ogni immaginazione. Ecco l’America raccontata dalle panzane del ballista Amerigo Vespucci. Ecco la sfiga di Venere (del Botticelli). Alternate alle figlie racchie di Giotto, incontriamo le amanti da sballo e la zia sgangherata di Filippo Lippi. Queste e tante altre figure animano una miniera di situazioni curiose ma realmente accadute, una carrellata di personaggi per un momento storico restituito nella sua quotidianità, nei suoi aspetti meno conosciuti e edificanti, più tragici e più comici.

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