27 Dic 2017 - 2 Gen 2018
Monica Guerritore
Francesca Reggiani
tratto dall'omonimo film di Woody Allen
con Ferdinando Maddaloni, Cristian Giammarini
e con Enzo Curcurù, Lucilla Mininno, Malvina Ruggiano, Angelo Zampieri
scene Giovanni Licheri, Alida Cappellini
costumi Valter Azzini
luci PaoIo Meglio
traduzione Giorgio Mariuzzo
aiuto regia Lisa Angelillo
direttore di allestimento Marco Parlà
direttore di scena Raffale D’Alesio
fonico Paolo Baldini
sarta Paola Landini
assistente alla regia Ludovica Coni Nievo
fotografo Giovanni Chiarot
adattamento e regia Monica Guerritore
produzione a.ArtistiAssociati
in collaborazione con Pierfrancesco Pisani, Parmaconcerti
foto Giovanni Bortolani
Orari 20.45, domenica ore 15.45
Riposo lunedì 1 gennaio

Lo spettacolo ha una durata di un'ora e 40 minuti, atto unico.
Prezzi Intero
Platea 34€ - Palco 26€ - Galleria 18€

Ridotto Over 60
Platea 30€ - Palco 22€ - Galleria 16€

Ridotto Under 26
Platea 22€ - Palco 17€ - Galleria 13€

Ridotto Soci Unicoop Firenze
Platea 26€ - Palco 19€ - Galleria 14€

Mariti e mogli è un travolgente Woody Allen alle prese con uno dei suoi argomenti preferiti, le crisi coniugali, i tradimenti, scritto e diretto da Monica Guerritore, che lo interpreta con Francesca Reggiani. Un girotondo in cui Cupido (bendato e sbadato) si diverte a scagliare frecce, far nascere amori, divorzi e non solo…
Tradendo le location realistiche del film, Monica Guerritore evoca, nel luogo teatrale unico, i tanti luoghi delle vite coniugali e nelle simultaneità delle relazioni e degli intrecci clandestini, delle rotture e improvvise riconciliazioni trapelano le piccole altezze degli esseri umani così familiari a Bergman, a Strindberg. E nel loro improvviso perdersi in danze all’unisono su musiche da Louis Armstrong a Etta James, là sul fondo, Čechov e il tempo che intanto scivola via.
Una produzione A.ArtistiAssociati, Pierfrancesco Pisani, Parmaconcerti, in collaborazione con Comune di Pesaro / AMAT.

Trama

Un incontro di piccole anime che, sempre insoddisfatte, girano e girano intrappolate nella loro insoddisfazione cronica di una banale vita borghese. Una notte tempestosa, i personaggi costretti da tuoni e lampi in una sala da ballo, un luogo della musica e della danza che con il passare della notte si riempie di storie e oggetti e musica e pianti e amori e liti. Un bancone di un bar, una zona dove due poltrone creeranno un letto, due tavolini accostati per poter mangiare tutti insieme e poi riprendere le lezioni di ballo, le relazioni o i divorzi mentre arriva l’alba.

Le dinamiche matrimoniali di Mariti e mogli sono affrontate in quella sala. La versione teatrale di Monica Guerritore è fedele al testo, ma si discosta nell’ambientazione dal film del 1992 interpretato da Mia Farrow, Sidney Pollack, Judy Davis, Liam Neeson, Juliette Lewis e lo stesso Allen nei panni di uno dei protagonisti. È lì, in quella notte, che le insofferenze, i tradimenti e i desideri verranno rivelati, mentre (in segreto) ogni personaggio si aprirà in improvvise confessioni fatte al pubblico per averne comprensione e approvazione.

Così, la trama e le sofferenze create dall’Autore (tutta la commedia è un romanzo che Gabe rivelerà alla fine di avere scritto) diventano l’unica verità del personaggio costretto a vivere e far prevalere la sua storia, con quell’intensità che solo la precisione di una trama già scritta può dare.

Note di regia

“Il jazz di Louis Armstrong precipita il pubblico immediatamente nel clima di Woody Allen, Strindberg e Bergman (riferimenti altissimi di Allen) vengono evocati nelle dinamiche tra mariti e mogli, la danza e il vino e la notte sganciano il corpo e liberano le energie. Il resto è l’eterno racconto dell’amore”.

Monica Guerritore

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