MOVING STORIES

Saloncino | Teatro della Pergola
6 Apr 2017
Festival di Danza e Letteratura
II edizione
a cura di Compagnia ADARTE
in collaborazione con Fondazione Teatro della Toscana
con il contributo di Fondazione CR Firenze
direzione artistica Paola Vezzosi
direzione organizzativa Ilaria Baldo
direzione tecnica Luca Chelucci
copertina OUF di Virginia Spallarossa - Moving Stories 2016. Foto Simone Falteri
Orari dalle 10.15 alle 20.15
Prezzi matinée 5€
serale 10€

BIGLIETTERIA e PREVENDITA
Teatro della Pergola
Via della Pergola 12/32 - Firenze
Dal lunedì al sabato
Dalle 9.30 alle 18.30

Il giorno dello spettacolo
Dalle 9.30 alle 18.30 e dalle 19.00

INFO E PRENOTAZIONI
info@associazioneadarte.org
Tel. 347.1961898

PRENOTAZIONI PER LA MATINÉE
scuola@teatrodellatoscana.it

La danza incontra la letteratura: la reinterpreta, la interroga, ne esplora gli obiettivi e le motivazioni, traduce l’arte delle parole in un linguaggio non verbale. Il 6 aprile ADARTE propone la seconda edizione di Moving Stories – Festival di danza e letteratura ideato e diretto da Paola Vezzosi.

Presso il Saloncino della Pergola si avvicenderanno quattro prestigiose compagnie italiane di danza presentando altrettante coreografie ispirate a testi, autori o personaggi letterari, in una sorta di dialogo creativo tra letteratura e arte del movimento. I gruppi sono Versiliadanza, Déjà Donné, Muxarte e Adarte:

Così misurerò il tuo amore di Angela Torriani Evangelisti (Compagnia Versiliadanza) spettacolo dedicato alla figura Shakespeariana di Lady Macbeth; Sull’identità di Giuseppe Muscarello (Compagnia Muxarte/Fc@pin.d’oc), liberamente tratto da Uno, nessuno e centomila di Luigi Pirandello; 90 + 8 + 1 di Virginia Spallarossa (Compagnia Déjà Donné) spettacolo ispirato a Esercizi di stile di Raymond Queneau e infine Penelope canti d’attesa di Paola Vezzosi (Compagnia Adarte/Versiliadanza) spettacolo dedicato alla figura odissiaca di Penelope.

Sviluppato nell’arco di un giorno, il progetto Moving Stories si articola in una doppia rappresentazione dei quattro pezzi, mattina e sera. L’appuntamento della mattina (ore 10.15) è dedicato agli allievi delle scuole fiorentine, e si propone di avvicinare i ragazzi alla rappresentazione coreutica e teatrale tramite spettacoli che li coinvolgano emotivamente e intellettualmente. La rappresentazione serale (ore 20.15) è destinata a un pubblico allargato.

Moving Stories include altri appuntamenti ai quali il pubblico è invitato a partecipare: sia alla fine dell’esibizione mattutina sia al termine di quella serale, i coreografi incontreranno gli spettatori per ‘raccontare’ loro il processo creativo che dalla fonte letteraria li ha portati all’esito coreografico. Sarà Leonetta Bentivoglio, scrittrice, saggista e inviato culturale del quotidiano La Repubblica, a guidare l’incontro della sera.

In collaborazione con la Libreria dei Lettori e le Edizioni Clichy, la giornata prevede (alle ore 18.00, cioè subito prima dello spettacolo serale) la presentazione del libro di Leonetta Bentivoglio Pina Bausch. Una santa sui pattini a rotelle. In un dialogo stimolato dalle domande della coreografa Paola Vezzosi, l’autrice del volume, massima esperta del lavoro di Pina Bausch, traccerà un ritratto artistico e personale della capofila del teatrodanza europeo scomparsa nel 2009. Un’artista di riferimento, che alla fine del secolo scorso ha segnato profondamente non solo il panorama della danza, ma quello dell’arte contemporanea in generale.

ore 10.15 | Moving Stories – Matinée | Saloncino

Così misurerò il tuo amore di Angela Torriani Evangelisti
Sull’identità di Giuseppe Muscarello
90 + 8 + 1 di Virginia Spallarossa
Penelope canti d’attesa di Paola Vezzosi

Segue l’incontro tra coreografi e pubblico

ore 18.00 | Atrio delle Colonne

In collaborazione con la Libreria dei lettori e Edizioni Clichy

Presentazione del libro Pina Bausch. Una santa sui pattini a rotelle di Leonetta Bentivoglio

Ingresso libero 

ore 20.15 | Moving Stories – Replica serale | Saloncino

Così misurerò il tuo amore di Angela Torriani Evangelisti
Sull’identità di Giuseppe Muscarello
90 + 8 + 1 di Virginia Spallarossa
Penelope canti d’attesa di Paola Vezzosi

Segue l’incontro tra coreografi e pubblico condotto da L. Bentivoglio

PROGRAMMA


Compagnia VersiliaDanza

COSÌ MISURERÒ IL TUO AMORE

Ideazione, impianto scenico e interpretazione Angela Torriani Evangelisti
Musica dal vivo Marco Biagiotti (batteria)
Musiche Vincenzo Bellini, Marco Biagiotti, Steve Reich
Disegno luci Gabriele Termine
Maschera e scenotecnica Eva Sgrò
Consulenza artistica Emanuela Torriani
Direzione organizzativa e promozione Giulia Poli
Direzione amministrativa Tamara Rinaldi
Foto di scena Andrea Ulivi

Produzione Versiliadanza 2016
Con il sostegno di MiBACT – Ministero Beni e Attività Culturali e del Turismo, Regione Toscana, Comune di Firenze
E la collaborazione del Teatro Cantiere Florida di Firenze
Si ringrazia Fondazione Fabbrica Europa per le Arti Contemporanee e Comune di San Gimignano

Questo assolo fu realizzato in una forma diversa nel 2002 grazie alla collaborazione e il sostegno di Ass. Teatro Niccolini di San Casciano Val di Pesa (FI), Società Italiana delle Storiche – Dipartimento Studi Storico-Sociali e Filosofici, Università di Siena e la Sapienza di Roma, Festival Fabbrica Europa.

In occasione delle celebrazioni per i 400 anni dalla morte di William Shakespeare, riprende vita con un’enfasi diversa, forse meno meditativa e meno rivolta allo studio che fu fatto allora della vocalità femminile.

Seppure quel suono, nel ‘sotterraneo’, resti e riecheggi.
La figura femminile osservata nel suo snaturarsi per cupidigia e ambizione di dominio
Osservata nella sua forma ‘maschia’ o nel suo tendere a questo desiderio di virilità
Osservata nel suo cedere e far cedere alla tentazione
Osservata nel suo suggerire, insinuare, sottintendere
Osservata nella sua allucinata e psichedelica rovina


Compagnia Muxarte

SULL’IDENTITÀ

Coreografia e regia Giuseppe Muscarello
Interpretazione Giuseppe Muscarello, Simone Zambelli

Produzione Muxarte, Fc@pin.D’oc
In collaborazione con Officine Ouragan
Con il sostegno di Regione Sicilia, MIBACT Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo

“Non mi conoscevo affatto, non avevo per me alcuna realtà mia propria, ero in uno stato come di illusione continua, quasi fluido, malleabile; mi conoscevano gli altri, ciascuno a suo modo, secondo la realtà che m’avevano data; cioé vedevano in me ciascuno un Moscarda che non ero io non essendo io propriamente nessuno per me: tanti Moscarda quanti essi erano.”
Luigi Pirandello | Uno, nessuno e centomila

Un uomo stereotipato vittima di tutti gli schemi che la società gli impone. Un uomo alla ricerca spasmodica dell’autenticità perché si rende conto che la sua vita è assorbita dalla casualità. La consapevolezza che il suo corpo è animato dalle forme che la società esige, un corpo mortificato che assume aspetti diversi perché diversi sono i punti di vista che lo animano, decide allora di sperimentare il vuoto, cerca di convivere con il suo nessuno e vive non vivendo. Decide quindi di non essere.

Lo spettacolo è liberamente Tratto da Uno, nessuno e centomila di Luigi Pirandello. Gengè è il personaggio di un romanzo nato nel 1926 ma che corrisponde più che mai agli uomini d’oggi .La danza potrebbe essere lo strumento ideale per raccontare e trasmettere con grande abilità i sentimenti del protagonista. Un corpo destabilizzato da una nuova realtà che scopre casualmente e con degli ‘atti gratuiti’. Lo spettacolo, trattato con ironia, vede in scena, due uomini, uno il doppio dell’altro che si riflettono a vicenda fino a moltiplicarsi per poi annullarsi.


Compagnia Déjà Donné

90 + 8 + 1

Coreografia e interpretazione Virginia Spallarossa
Regia Gilles Toutevoix

Produzione Déjà Donné
Con il sostegno di MIBACT Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo

90 + 8 + 1 è liberamente ispirato a Esercizi di stile di Raymond Queneau, narratore francese e fondatore dell’Oulipo; un libro unico nel suo genere, un breve racconto che diventa altri 98 racconti, tutti significativi ed uno diverso dall’altro.

Italo Calvino descrive l’Oulipo come «una singolare consorteria di letterati, dediti a escogitare bizzarre invenzioni partendo da regole formali severamente costrittive, improntate a uno spiccato gusto matematizzante».Questo tipo di esplorazione lessicale ispira un’indagine del linguaggio coreografico: un processo che investe la coreografia sulla quale l’autrice opera, trapianta, moltiplica, scompone, sostituisce al fine di farla diventare le mille voci e i mille specchi di quel labirinto in cui ci si perde nella ricerca.

Dall’esposizione si passa alle 98 variazioni, concepite come variazioni sinfoniche, maniere diverse di raccontare e dunque di interpretare. Un’esplorazione del movimento in cerca di paradossi e di una musicalità quasi dionisiaca. Una ricerca che si addentra, senza richiederlo, in qualche cosa di privato e personale da afferrare e modellare, per creare un nuovo e differente ritratto della stessa umanità.


Compagnia ADARTE

PENELOPE – CANTI D’ATTESA

Coreografia e interpretazione Paola Vezzosi
Scenografie Gabriele Panzani

Coproduzione ADARTE / VERSILIADANZA
Con il sostegno di Ministero per i Beni e le Attività Culturali e Regione Toscana 

La coreografia, nata all’interno del progetto internazionale dedicato a Susanne Linke a cura dell’Associazione Versiliadanza di Firenze, ha vinto il primo premio del concorso coreografico Danz’è ed. 2009 dedicato dal Festival Internazionale Oriente Occidente di Rovereto ai coreografi di nuova generazione.

L’attesa dinamica incarna un’attitudine e un punto di forza profondamente connaturati all’indole della donna, creatura idonea per natura ad essere artefice e custode del processo di gestazione, attesa produttiva per eccellenza. Figura letteraria di riferimento è Penelope, donna che vive per anni nel dolore di un’assenza, ma nel progetto di una nuova vita, consapevole di dover trovare in se stessa e nella memoria degli anni passati la forza per difendere il presentimento di una felicità prossima che sa di meritare. Storie di donne che, eredi della forza di Penelope, quotidianamente si conquistano il privilegio di coprire con fantasia ed azione lo spazio che c’è tra un giorno e un altro giorno, fra un anno e l’anno seguente.

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