ORESTEA – Agamennone

26 Gen 2016 - 31 Gen 2016
di Eschilo
traduzione Monica Centanni
con Mariano Rigillo, Elisabetta Pozzi, Gaia Aprea, Claudio Di Palma, Paolo Serra
e con Fabio Cocifoglia, Paolo Cresta, Gianluca Musiu, Enzo Turrin
e con le danzatrici della compagnia Körper Chiara Barassi, Sibilla Celesia, Elena Cocci, Sara Lupoli, Marianna Moccia, Rossella Fusco
scene Maurizio Balò
costumi Zaira de Vincentiis
coreografie Noa Wertheim
musiche Ran Bagno
luci Gigi Saccomandi
suono Hubert Westkemper
adattamento vocale Paolo Coletta
video Alessandro Papa
foto di scena Fabio Donato
regia Luca De Fusco
produzione Teatro Stabile di Napoli / Teatro Stabile di Catania
Orari da martedì a sabato: 20.45; domenica: 15.45.
La durata dello spettacolo è di un'ora e trenta minuti, atto unico.

Luca De Fusco si confronta con l’unica trilogia della tragedia greca a essere sopravvissuta fino ai giorni nostri, l’Orestea di Eschilo. Il passaggio dalla società arcaica permeata da un senso di religiosità oscura e violenta a una moderna dove la Giustizia è esercitata dai tribunali è reso attraverso due spettacoli distinti, Agamennone e Coefore / Eumenidi. Un’opera d’arte totale, uno spettacolo ‘in musica’, la cui partitura è curata dal compositore israeliano Ran Bagno. Su questo tappeto sonoro preciso e avvolgente si muovono le sensuali e misteriose coreografie di Noa Wertheim, direttrice della Vertigo Dance Company.

Trama
Agamennone, sovrano della polis di Argo, alla partenza per la guerra di Troia, non aveva venti favorevoli. Così, per propiziarsi gli dei (in particolare Artemide che gli era ostile), su consiglio dell’indovino Calcante sacrificò la figlia Ifigenia, di bellezza eccezionale. I venti allora divennero propizi e la flotta poté alzare le vele. Clitennestra aveva però deciso di vendicare il sacrificio della figlia, convincendo Egisto, cugino del marito e suo amante, ad aiutarla in tale impresa. La tragedia narra quindi di come Agamennone, di ritorno dalla guerra, venga da loro ucciso a colpi di scure.

Note di regia
“Uno dei massimi capolavori teatrali di tutti i tempi, l’unica trilogia greca pervenutaci nella sua interezza, viene messa in scena da una grande compagnia dove ci sono talmente tanti primi attori che si potrebbe fare con essa una grande quantità di spettacoli, proprio quello che il Teatro Stabile di Napoli Teatro Nazionale si appresta a fare in futuro. L’Orestea viene spesso rappresentata con solo uno dei testi. Noi la presentiamo invece nella sua interezza e non dimenticando le caratteristiche del teatro greco che univa parola, canto, danza. Per alcuni versi quindi uno spettacolo molto classico, ma in realtà una messa in scena molto contemporanea che rinnova lo stile di teatro/video già realizzato in Vestire gli ignudiAntigoneAntonio e Cleopatra e rinnova la collaborazione con la Vertigo Dance Company che contribuisce con le sue musiche e le sue danze ad uno spettacolo di teatro totale”.
Luca De Fusco

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