TILLY CERNITORI e JIN JU

Teatro Niccolini
26 Giu 2017
Fryderyk Chopin

Varsavia, Vienna, Parigi, Londra

5 concerti
su strumenti originali
direzione artistica Stefano Fiuzzi
produzione Accademia Bartolomeo Cristofori - amici del fortepiano
in collaborazione con Fondazione Teatro della Toscana
con il sostegno di Fondazione Carlo Marchi e Fondazione CR Firenze
luogo del concerto Teatro Niccolini | Via Ricasoli, 3 - Firenze
Orari 20.30
Prezzi Posto unico 20€

Tilly Cernitori | Violoncello

Jin Ju | Fortepiano Ignace Pleyel, Paris 1849

Introduzione e Polacca Brillante op. 3

Grand Duo concertante sui temi di Roberto il Diavolo

Polacca – Fantasia op. 61

Sonata op. 65 per violoncello e pianoforte


La breve vita di Frederic Chopin si svolse prevalentemente a Parigi, luogo che in realtà doveva essere solo una tappa di passaggio per poi trasferirsi in cerca di fortuna in Inghilterra, e che invece divenne la sua seconda patria fino alla morte.

Fu a Parigi che il giovane Chopin trovò nei pianoforti Pleyel gli strumenti prediletti per esprimere il suo genio.

Ma gli inizi, la prima educazione musicale nella adolescenza, i primi concerti nella natìa Varsavia, e successivamente nei due viaggi a Vienna e in Germania, ebbero come strumenti di elezione fortepiani di tipo viennese con meccanica e sonorità ben diverse dagli omologhi strumenti francesi.

I cinque concerti di questo ciclo esploreranno alcuni aspetti meno noti del repertorio chopiniano  attraverso l’uso di strumenti originali del periodo viennese: il fortepiano Stein per il concerto di apertura e successivamente il prediletto Pleyel, così intimamente legato alla poetica e alla timbrica del grande musicista Polacco.

Allo stesso tempo alcuni dei capolavori più celebri – Notturni, Sonate – verranno riproposti in una ottica di ascolto diversa, anche con una serata dedicata alla esecuzione delle tre opere per violoncello e pianoforte e un ultimo concerto che getta uno sguardo penetrante e smaliziato su quel milieu culturale nel quale il genio chopiniano si sviluppò e si rivelò al mondo intero.

Stefano Fiuzzi