il visitatore

24 Feb 2015 - 1 Mar 2015
Alessandro Haber, Alessio Boni
di Eric-Emmanuel Schmitt
traduzione e adattamento Valerio Binasco
regia Valerio Binasco
e con Nicoletta Robello Bracciforti e Alessandro Tedeschi
musiche Arturo Annecchino
scene Carlo De Marino
costumi Sandra Cardini
produzione Golden Art Production
durata dello spettacolo un'ora e quaranta minuti, atto unico
Orari da martedì a sabato: 20.45; domenica: 15.45

La coppia Alessandro Haber e Alessio Boni per una commovente, dolce ed esilarante pièce di Éric-Emmanuel Schmitt, tradotta e rappresentata in 15 lingue e in oltre 25 paesi: Il Visitatore. Come accade spesso in teatro, le parole sono importanti e Schmitt sembra coltivare la speranza che quando gli uomini si incontrano e si parlano possono, forse, cambiare il mondo. La forza de Il Visitatore è quella di affrontare grandi temi, temi “ultimi”, ma con una scrittura fresca, diretta, animata da una divorante passione per la vita e un pizzico di humour. Umorismo, ma anche dolore, due “linee” che si intrecciano fino a tracciare un profilo vertiginoso dell’uomo del ’900, preso dal delirio di “onnipotenza” della scienza e dalla tentazione del rifiuto del Creatore e paradossalmente schiacciato dal terribile dono della libertà da parte di Dio stesso. Una commedia brillante, intelligentemente leggera, a tratti commovente, esilarante, che pone quesiti seri, esistenziali, che ci riguardano da vicino.

La storia
Austria, aprile 1938. Il paese è stato appena annesso al Reich, Vienna è occupata dalle truppe naziste. Un misterioso visitatore compare nello studio di Sigmund Freud. Lo psicanalista, sofferente per un tumore alla gola,  è indeciso se lasciare la città immersa in un’atmosfera irreale, o rimanere per contrastare gli invasori. Intreccia così un dialogo serrato con lo sconosciuto visitatore che a poco a poco svelerà la sua identità e i suoi intenti.

Note di regia
Il Visitatore è un testo  coraggioso, che non ha timore di riportare in Teatro temi di discussione importanti come la Religione, la  Storia, il Senso della Vita, eliminando qualsiasi enfasi filosofica. […] Una rara commedia per attori, a patto che siano attori capaci di sprofondare totalmente nell’umanità fragile dei loro personaggi e capaci di evitare le insidie della retorica. Anche Dio, qui, è in fondo un “povero Diavolo”; e le domande vertiginose che questa commedia ci pone, sono da lasciare tutte, umilmente, senza risposta; tranne una, forse… Una risposta importante, a ben vedere, c’è, ed è questa: ‘”Sì”. La domanda, però, dovrete farvela da soli.
Valerio Binasco

Giovedì 26 febbraio – ore 18.00

Alessandro Haber, Alessio Boni e la compagnia incontrano il pubblico.
Coordinano Riccardo Ventrella e Pietro Bartolini, Direttore dell’Accademia Teatrale di Firenze.

Ingresso libero