28 Ott 2015 - 12 Nov 2015
Gabriele Lavia
di Bertolt Brecht
con Gabriele Lavia
e con Massimiliano Aceti, Alessandro Baldinotti, Daniele Biagini, Silvia Biancalana, Pietro Biondi, Francesca Ciocchetti, Gianni De Lellis, Michele Demaria, Chiara De Palo, Luca Di Prospero, Alice Ferranti, Giulia Gallone, Ludovica Apollonj Ghetti, Giovanna Guida, Lucia Lavia, Andrea Macaluso, Mauro Mandolini, Luca Mascolo, Woody Neri, Mario Pietramala, Matteo Prosperi, Matteo Ramundo, Malvina Ruggiano, Carlo Sciaccaluga, Anna Scola
musiche originali Hanns Eisler
eseguite dal vivo dai musicisti della Scuola di Musica di Fiesole
vocal coach Francesca Della Monica
flauto Elena Pruneti
clarinetto Graziano Lo Presti
pianoforte Giuseppe Stoppiello
scene Alessandro Camera
costumi Andrea Viotti
luci Michelangelo Vitullo
regia Gabriele Lavia
assistente alle scene Andrea Gregori
assistente ai costumi Anna Missaglia
regista assistente Giacomo Bisordi
assistenti alla regia Alessandra Aricò, Simone Faloppa e Antonio Ligas
produzione Fondazione Teatro della Toscana e Teatro Stabile di Torino - Teatro Nazionale
foto di scena Tommaso Lepera
Orari da martedì a sabato: 20.45; domenica: 15.45.
Giorno di riposo: 2 e 6 novembre

La sola libertà per l’uomo è la libera ricerca della verità. Dopo i tormenti dei Sei personaggi in cerca d’autore, Gabriele Lavia dirige e interpreta Vita di Galileo di Brecht, il dramma dei rapporti tra scienza e morale, scienza e collettività. “Con questo spettacolo”, afferma il Maestro, “saldo il conto con la mia vita di teatrante”. Un’edizione fedele al testo originale per 26 attori che in scena interpretano più di ottanta personaggi, e con tre musicisti della Scuola di Musica di Fiesole, che eseguono dal vivo le musiche originali di Hanns Eisler. Teatro all’ennesima potenza che sviluppa tutte le sue possibilità creative.

Trama
L’opera si apre a Padova nel 1609, dove Galileo tiene la cattedra di matematica dal 1592. Lo scienziato viene in contatto con il cannocchiale, inventato in Olanda l’anno prima, e lo perfeziona per usarlo nelle sue osservazioni astronomiche. È grazie a questo strumento che giunge alla sua prima grande scoperta, l’esistenza dei quattro satelliti di Giove. Non tutto ciò che si trova in cielo, quindi, ruota intorno alla Terra. Si tratta della prima prova che può mettere in crisi il sistema tolemaico, secondo cui il Sole e gli altri pianeti ruotano attorno alla Terra, centro immobile di tutto l’universo. Galileo si sente pronto a difendere pubblicamente la teoria eliocentrica di Copernico. Per quelle sue sconvolgenti osservazioni celesti che aprivano, come noi oggi sappiamo, l’epoca moderna, viene accusato di eresia sotto il pontificato di Urbano VIII. Si costringe così lo scienziato ad abiurare e a restar prigioniero, in seguito, tra i muri d’una villa di Arcetri.

Note di regia
Brecht pone una domanda: che cos’è la verità? La risposta è: l’essenza (la possibilità) della verità è la libertà. Non si può trovare la verità se non a costo, duro, difficile, doloroso, della libertà. La libertà non è fare quello che ci pare, è la limitatezza della conoscenza. Brecht è un politico e parla della verità della polis, dello stare al mondo insieme con gli altri.
Gabriele Lavia

GIOVEDÌ 5 NOVEMBRE ORE 18.00

In occasione dello spettacolo Vita di Galileo, Gabriele Lavia e gli attori della Compagnia incontrano il pubblico.

Coordina Riccardo Ventrella.

Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili

INTORNO A GALILEO…

Il Giornale della Pergola. Su questo numero Vita di Galileo
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