UN NATALE DA FAVOLA

In occasione delle festività natalizie, la Fondazione Teatro della Toscana propone un ricco programma di spettacoli dedicati alle famiglie.

Favole al telefono e Pinocchio saranno anche al Teatro Studio ‘Mila Pieralli’ di Scandicci.

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26 Dic 2016 STORIA DI SOLDATINO E DELLA PRINCIPESSA SAPIENTE

La “novellaja” fiorentina, già da tempi del Boccaccio, è ricca di sfide e di beffe, dove solo chi ha più sale nella zucca sa come uscirne vincitore.

E’ anche il caso di Soldatino, al quale giungeranno in soccorso i magici doni di tre bisbetiche fate, che gli permetteranno di chiudere felicemente il cerchio della sua avventura. Il percorso narrativo scorre veloce sorretto dalla musica di Gioacchino Rossini, che accompagna i personaggi nelle varie situazioni e che spesso si sostituisce alla parola, facilitando così la comprensione anche ai più piccoli.

La scenografia, l’oggettistica e i coloratissimi costumi sono il frutto di un accurato lavoro progettato e realizzato dagli studenti della Scuola di Scenografia dell’Accademia di Belle Arti di Firenze.

Spettacolo consigliato dai 5 anni

8 Dic 2016 - 6 Gen 2017 MOSTRA LABORATORIO DI COSTUMI E SCENE DEL TEATRO DELLA PERGOLA

La mostra, allestita al Teatro della Pergola, propone un percorso che si sviluppa attraverso i disegni e i manufatti realizzati dagli allievi che hanno seguito i corsi del Laboratorio di Costumi e Scene del Teatro della Pergola nell’anno 2016.

Saranno esposti bozzetti di scena e di costume, studi sulla figura umana, parrucche, cappelli, maschere, elementi di attrezzeria e costumi di scena realizzati con materiali più o meno convenzionali. L’artigianalità e il sapere manuale costituiscono il trait d’union tra i vari elementi presentati. Gli stessi elementi che compongono la scenografia dell’allestimento dell’esposizione sono stati realizzati nell’ambito dei corsi del Laboratorio.

Ingresso libero durante gli orari di apertura del teatro per i possessori di biglietto di spettacolo

4 Gen 2017 La magia delle immagini: la storia dell’arte raccontata ai ragazzi

Lontano dal voler esaurire in poco più di sessanta minuti un argomento vasto come la storia dell’arte occidentale dalle origini ai nostri giorni, La magia delle immagini si propone a un pubblico di ragazzi e adulti come un possibile ‘inizio’: un’introduzione al complesso mondo dell’arte, alla sua storia, ma soprattutto ai suoi processi formativi.

Lavoro ‘cult’ della Compagnia Piccoli Principi, mai rappresentato a Firenze.

Una produzione Compagnia Piccoli Principi, Scandicci Cultura Istituzione Servizi Culturali Comune di Scandicci, Ville de Saint-Etienne:Esplanade Jeunes Publics et Musée d’Art Moderne, Massalia Théâtre de Marionnettes / Système Friche Théâtre, con il sostegno della Regione Toscana.

Trama

Uno strano conferenziere, racconta la storia delle immagini dal tatuaggio preistorico alla Body Art, cercando di dare risposte semplici a tanti possibili quesiti: Perché gli egizi dipingevano in quel modo? Cos’è la prospettiva scientifica? Cosa rappresenta la pittura astratta? Una trattazione ricca di colpi di scena: leggera, a tratti ironica, altre volte densa di atmosfere sospese, persino inquietanti, a suggerire quanto alla radice del processo di formazione dell’opera d’arte ci siano questioni che non si possono spiegare, misteriose, “magiche”.

Spettacolo “cult” della Compagnia, 400 rappresentazioni in Italia, Francia, Belgio, presentato al Musée d’Orsay di Parigi, al Musée d’Art Moderne di Saint-Etienne, premiato al festival internazionale Momix di Kingersheim in Francia, standing ovation a Torino alla Casa del Teatro Ragazzi, mai rappresentato a Firenze.

Note di regia

Ho voluto riproporre il binomio ‘didattica-arte’, rivisitandolo alla luce delle nuove esperienze che in questi ultimi anni hanno nutrito le due discipline. Sono convinto che miscelare il piacere dell’apprendere al gusto per l’indefinito possa ancora oggi avere effetti devastanti, in una società che sembra da più parti riaffermare principi che credevo superati: valori che hanno fatto del sapere un lusso e dell’apprendere un dovere («Vale la pena che un bambino impari piangendo quello che può imparare ridendo?» si chiedeva Rodari). Questo mio lavoro lo dedico ai miei maestri: a tutti quegli insegnanti che hanno saputo lasciare in me, assieme all’amore per la materia, una non meno importante traccia di loro stessi.”

Alessandro Libertini

Spettacolo consigliato per tutti a partire dagli 8 anni

29 - 30 Dic 2016 PINOCCHIO

Il Pinocchio di Zaches Teatro nasce per ritrovare la forza originale del testo che nel tempo si è perduta, la sua atmosfera un po’ polverosa e usurata, ma anche cruda e ironica.

Lo spettacolo, selezione Premio In-Box 2015, unisce la danza contemporanea ai mezzi espressivi del teatro di figura, l’uso della maschera al rapporto tra movimenti plastici e musica/suono elettronico dal vivo. Giulia Viana ha vinto il premio come migliore attrice e Francesco Givone quello come best stage visualization al 22° International Festival of Children’s Theatre di Subotica (Serbia).

Una produzione Zaches Teatro in collaborazione con Fondazione Sipario Toscana onlus – La Città del Teatro, Regione Toscana, Kilowatt Festival e I Macelli di Certaldo.

Trama

Ci troviamo in un teatro di marionette dismesso, in un luogo dal sapore incantato, a raccontare una storia che vede come protagonista proprio un burattino, creato di proposito per calcare le scene.

A ben vedere, però, c’è un curioso ribaltamento in atto: anziché essere i pupazzi a rappresentare gli esseri viventi sono invece gli esseri umani, gli attori, a rappresentare dei burattini.

Ad accompagnarci in questo mondo liminale, frontiera magica tra sogno e realtà, è la figura enigmatica della Fata-bambola turchina, che si anima, con movimenti plastici e un fare straniato, per raccontare le peripezie di Pinocchio. È lei la narratrice-manipolatrice della storia che, usando costantemente trucchi teatrali, guida Pinocchio nelle sue avventure-disavventure iniziatiche.

La didattica della favola di Collodi, che oggi può risultare quasi pedante, è amalgamata all’umorismo e a una forte potenza visiva della scena. La storia originale è estremamente tetra, permeata dal tema della morte, e per questo può risultare perfino inquietante, tuttavia questo aspetto è qui diradato da una recitazione a tratti straniata, ironica e grottesca.

Spettacolo consigliato dagli 8 anni

27 / 28 dicembre > al Teatro Studio ‘Mila Pieralli’

26 - 27 Dic 2016 FAVOLE AL TELEFONO

I più famosi racconti di Gianni Rodari rappresentati sulla scena

Avvicinare i bambini al mondo del teatro attraverso i più famosi racconti delle Favole al telefono: è l’obiettivo che si è posto Andrea Bruno Savelli, dirigendo Diletta Oculisti e Giacomo Bogani in sei favole di Gianni Rodari.

Un unico racconto, un viaggio in mondi fantastici e meravigliosi, con scenografie interattive, costumi unici e musiche dal vivo suonate da sei strumentisti (tastiera, flauto, percussioni, violoncello, violino e sassofono) del Fiesole Music Ensemble.

Una produzione Teatro Dante Carlo Monni e Fondazione Scuola di Musica di Fiesole.

Trama

Favole al telefono di Gianni Rodari è una delle più famose raccolte di testi per l’infanzia della letteratura moderna. L’autore, giornalista e pedagogo ha sempre fondato il suo lavoro sull’importanza della comunicazione tra generazioni diverse. La finalità del suo lavoro incontra in questo spettacolo la volontà di proporre al giovane pubblico delle scuole dell’infanzia e primaria uno spettacolo che riunisca tre diverse forme espressive in un’unica rappresentazione: la prosa, la musica e il canto. Si avvale dunque di molteplici linguaggi con l’intento di suscitare la curiosità dei giovani spettatori e iniziarli a tutto tondo alla cultura teatrale e musicale. Usando una curiosa cornice narrativa, Rodari immagina il Ragionier Bianchi, un rappresentante in giro per l’Italia, che ogni sera racconta una favola al telefono alla sua bambina che non riesce a dormire. I racconti sono di varia ambientazione, vagamente surrealisti e ispirati dalla più fervida immaginazione ma, al tempo stesso, con acuti elementi di critica sociale.

Diletta Oculisti e Giacomo Bogani ripropongono i personaggi più famosi e divertenti delle Favole di Rodari. Ritroveremo sulla scena Alice Cascherina e il suo anziano nonno, Giovannino Perdigiorno nel Paese con la s davanti e il Paese senza punta, gli esilaranti Mortesciallo e Stragenerale de La guerra delle campane, il buffo Topo dei fumetti e infine la Ragionier Gamberoni e il Sindaco del Palazzo da rompere.

Mondi, persone e situazioni che spronano la fantasia, la curiosità e la riflessione sui fondamenti della pedagogia di Rodari (importanza dell’educazione e del rispetto verso il prossimo, la comunicazione inter – generazionale, l’importanza della fantasia e del gioco).

Spettacolo consigliato dai 3 anni

20 / 22 dicembre > al Teatro Studio ‘Mila Pieralli’

6 - 8 Gen 2017 Il primo concerto dell’orsetto Paddington

Una festa della musica, uno spettacolo per giovanissimi interpretato dai loro coetanei.

Il Primo Concerto dell’orsetto Paddington di Herbert Chappell è infatti suonato dai musicisti dell’Orchestra dei Ragazzi della Scuola di Musica di Fiesole, guidati dal loro docente-direttore Edoardo Rosadini. La fiaba intorno alle avventure dell’omonimo orsetto Paddington ha la voce di Lorenzo Macrì, da molti anni impegnato in un’intensa attività teatrale e di doppiaggio.

Una produzione Fondazione Teatro della Toscana – Scuola di Musica di Fiesole.

Trama

Era il 1958 quando lo scrittore inglese Michael Bond dette alle stampe A Bear called Paddington. All’epoca, dopo aver prestato servizio nella Royal Air Force durante la Seconda Guerra Mondiale, Bond lavorava alla BBC, e certamente non poteva immaginare che il successo planetario dell’orsetto avrebbe cambiato la sua vita.

Era stato un solitario orsacchiotto di pezza negli scaffali di un negozio londinese nei pressi della stazione di Paddington a ispirare il buffo e tenero personaggio, seduto pazientemente in attesa. Bond dichiarò di essersi ispirato ai bambini che aveva visto allontanarsi da Londra durante la guerra per sfuggire ai bombardamenti: tutti aspettavano il treno e avevano un cartoncino e un bagaglio, esattamente come l’orsetto della storia che, seduto sulla sua valigia, mostra un cartellino che recita: “Per favore prendetevi cura di quest’orso. Grazie”.

L’incontro con la famiglia Brown, che adotta l’orsetto col nome del luogo del ritrovamento, è l’inizio di una serie di divertenti avventure, una delle quali è raccontata nel melologo Il primo concerto dell’orso Paddington.

La musica è dell’eclettico compositore inglese Herbert Chappell (1934) che, dopo una severa formazione cui aveva contribuito Egon Wellesz, esponente della seconda scuola di Vienna, sceglie una via divulgativa e accattivante, avvicinando il grande pubblico alla musica con l’aiuto di protagonisti della scena internazionale come Leonard Bernstein e Luciano Pavarotti, e conquista il successo con musiche per il cinema e la TV.

Spettacolo consigliato per tutti a partire dai 6 anni

20 Dic 2016 - 22 Dic 2016 Le magiche avventure di Peter Pan

Le magiche avventure di Peter Pan è un volo tra fantasia e giocoleria, tra realtà e finzione, tra musica e danza, dove i piccoli spettatori, attraverso una scenografia da favola con un grande libro gigante, sono protagonisti di un’avventura unica e di crescita con i loro coetanei e i personaggi dello spettacolo, da Capitan Uncino a pirati, fate e indiani.

Una produzione TEATROZETA/Zeta Young Company.

Trama

Peter Pan è un personaggio letterario creato dallo scrittore scozzese Matthew Barrie nel 1902. Si tratta di un bambino in grado di volare e che si rifiuta di crescere, trascorrendo un’avventurosa infanzia senza fine sull’Isola che non c’è, come capo di una banda di ‘Bimbi sperduti’, in compagnia di sirene, indiani, fate e pirati.

La scenografia formata da una serie di pannelli giganti e colorati contiene come uno scrigno il segreto della magia del racconto: un grande libro gigante, opera realizzata Michela D’Andrea, da cui come spiritelli impertinenti Peter e i suoi amici burlano un Capitan Uncino-narratore dai tratti comici e grotteschi secondo la tradizione.

Non mancano nell’allestimento richiami alla tradizione teatrale e alle trovate fantasiose della Commedia dell’Arte.

Spettacolo consigliato dai 5 agli 11 anni