24/29 novembre 2009


Compagnia del Teatro Carcano
VIRGINIO GAZZOLO
ANTONIO SALINES

L'ATTORE
Riduzione di Tullio Kezich e Alessandra Levantesi
dal romanzo di Mario Soldati



con Nora Fuser, Elio Aldrighetti, Alice Redini

scene e costumi Guido Fiorato
musiche Giancarlo Chiaramello

regia Giulio Bosetti


durata: 2 ore e 15 minuti compreso un intervallo


Fin dall’uscita del libro nel 1970, Giulio Bosetti ha maturato il proposito di portare in scena questo romanzo di Soldati, ormai divenuto un piccolo classico. Secondo la sua abitudine, Soldati assume qui il ruolo di spettatore incuriosito, spaventato e alla fine coinvolto di una vicenda umana che riguarda un quartetto di personaggi: l’anziano attore Enzo Melchiorri, sua moglie, il collega faccendiere Argenta e la ragazza Giovanna, che sconvolgerà l’esistenza di tutti. Qui è noto che lo scrittore si servì di modelli realmente vissuti (a suo tempo ne circolarono addirittura i nomi), proiettandoli però in una dimensione di fantasia. Il risultato è una commedia drammatica di appassionante interesse, anche perché si svolge a cavallo di un mondo dello spettacolo che sta rapidamente cambiando con l’affermarsi sempre più invadente della televisione. Bosetti, che interpreterà il personaggio “io”, si propone di evocare un Soldati ancora più Soldati di quello della pagina.
Tullio Kezich

Ho letto L’attore di Mario Soldati più di trent’anni fa, e già allora ne rimasi affascinato. Quella sua specie di confessione ha una sua autenticità, e la creazione del personaggio dell’”Attore” (nella realtà fu Enzo Biliotti, che prese parte ad alcuni film di Soldati) è originalissima. Riletto recentemente il romanzo è ancora bellissimo e avvalora la convinzione che Soldati sia stato uno scrittore sottovalutato: probabilmente è invece una delle figure più importanti del ventesimo secolo. Colpisce, nell’Attore, la leggerezza della scrittura e i suoi dialoghi sono già pronti per essere detti aa alta voce. Come per Dostoevskij, possiamo dire che Soldati scrivesse i suoi romanzi pensando al teatro. Ecco il motivo per il quale ho voluto proporre a Kezich (di suo ho già recitato La coscienza di Zeno e Zeno e la cura del fumo tratti da Italo Svevo) una riduzione del romanzo. Lo spettacolo non sarà un pedissequo adattamento, ma una creazione sulla creazione, in totale libertà.
Giulio Bosetti