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19/24
gennaio 2010
Teatro Stabile di Verona
Teatro Stabile del Veneto
UGO PAGLIAI, PAOLA GASSMAN
ENRICO IV
di Luigi Pirandello
con
Roberto Petruzzelli, Alessandro Vantini, Teodoro Giuliani, Roberto Vandelli,
Giuseppe Lanino, Giulia Cailotto, Andrea De Manincor, Francesco Godina,
Luca Marchioro
scene Graziano
Gregori
costumi Carla Teti
musiche
Antonio
Di Pofi
regia
Paolo Valerio
durata:
due ore compreso un intervallo
Vent’anni dopo la tragica cavalcata in costume nella
quale il protagonista si è “fissato” nel personaggio
di Enrico IV che interpretava, Matilde Spina (la donna di cui era innamorato),
Belcredi (il suo vecchio rivale in amore), la figlia di lei Frida e il
suo fidanzato marchese Di Nolli (nipote dello stesso) vanno da Enrico
accompagnati dal dottor Genoni (molto interessato al caso della sua pazzia)
con l’intenzione di farlo rinsavire.
Naturalmente l’arrivo di questi ospiti nella villa dove da vent’anni
Enrico vive il suo personaggio - nei primi dodici realmente pazzo, negli
ultimi otto per dolorosa necessità - con i suoi quattro finti consiglieri
segreti ed il fedele maggiordomo travestito da umile fraticello, crea
uno sconvolgimento emotivo in tutti i personaggi della vicenda che, ognuno
a suo modo, rivive le emozioni del passato e lo stridente contrasto con
il presente.
L’idea del dottore è questa: mettere davanti a Enrico IV
contemporaneamente Frida e la madre Matilde vestite con lo stesso costume
del giorno della cavalcata, in modo da rendere evidente la distanza del
tempo e farlo così rinsavire d’un tratto.
Nell’allucinante e vivacissimo dialogo che ne segue, la follia appare
come saggezza e la saggezza come inconsapevole follia.
“Perché
trovarsi davanti un pazzo sapete cosa significa? Trovarsi davanti uno
che vi scrolla dalle fondamenta tutto quanto avete costruito in voi, attorno
a voi, la logica, la logica di tutte le costruzioni! Eh, che volete? Costruiscono
senza logica, beati loro, i pazzi! O con una logica che vola come una
piuma!”
Luigi Pirandello
Paura
di vivere e paura di amare, il tempo che scorre, scivola via e non ti
accorgi che la vita è già passata, andata, e ancora non
hai iniziato a viverla, hai rimandato aspettando qualcosa o qualcuno.
Questo nostro Enrico IV di Pirandello vuole raccontare questo stato d’animo
personale e universale. La storia di un uomo strano, forse troppo sensibile
che si rifugia nella pazzia per non affrontare un mondo cinico e meschino.
La storia di un uomo, che ci parla guardandoci negli occhi, dentro agli
occhi, dentro al cuore. Un uomo solo che rappresenta la nostra solitudine,
la paura di vivere, la paura di amare.
Paolo Valerio
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