27 dicembre 2009/10 gennaio 2010


I due della città del sole
LUIGI DE FILIPPO
LA FORTUNA CON L'EFFE MAIUSCOLA

commedia in due parti di Eduardo De Filippo
e Armando Curcio






con Stefania Ventura, Michele Sibilio, Marisa Carluccio, Feliciana Tufano, Paolo Pietrantonio,
Marianna Mercurio, Giorgio Pinto, Luca Negroni, Alberto Pagliarulo, Roberto Albin

scene Salvatore Michelino
costumi Maria Laura di Monterosi


regia Luigi De Filippo


Attenzione: lo spettacolo del 31 dicembre inizierà alle ore 20.30

durata: 2 ore e 10 minuti compreso un intervallo


Un grande interprete del Teatro napoletano, Luigi De Filippo, ripropone questa divertente commedia che nel 1942 fu uno dei più clamorosi successi del Teatro Umoristico dei celebri fratelli De Filippo. Un trionfo personale di Eduardo e Peppino che ne furono i primi ed irripetibili interpreti. Ispirandosi alla lezione di un passato glorioso, oggi, con l’interpretazione e la regia di Luigi De Filippo, lo spettacolo torna a risplendere di luce nuova. La fortuna con “la effe maiuscola” è quella inattesa che capita al protagonista della commedia, un pover’uomo perseguitato da un destino avverso e beffardo,  che vede all’improvviso illuminare la sua vita misera dall’arrivo di un’eredità che gli giunge da parte di un parente emigrato  in America.

Eredità che però ha la condizione di spettare per intero al poveretto solo se lui non avrà  figli. Se il figlio c’è, tutta la ricca eredità andrà a lui. Invece il pover’uomo, che dell’eredità tutto ignorava, un figlio ce l’ha. Lo ha appena riconosciuto, costretto dalla miseria, in cambio di un modesto  compenso che lo avrebbe aiutato a liberarsi dai debiti. E così, da questo impedimento, nascono gli equivoci e le disavventure tragicomiche della commedia, metafora di una società che si trasforma.

Luigi De Filippo la ripropone al pubblico d’oggi in una sua personale, divertente ed umanissima interpretazione che mette in risalto una delle caratteristiche più preziose del Teatro dei De Filippo: l’umorismo. Umorismo che rappresenta la parte agra, la parte amara della comicità. Comicità tutta napoletana che ci diverte ed appassiona attraverso un Teatro sempre attuale che, sorridendo, ci racconta la fatica di vivere.