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15/20 dicembre 2009


Teatro di Roma/Compagnia Lavia Anagni
MOLTO RUMORE PER NULLA

di William Shakespeare

traduzione Chiara De Marchi






con Pietro Biondi, Lorenzo Lavia, Federica Di Martino, Francesco Bonomo,
Salvatore Palombi, Andrea Nicolini, Gianni De Lellis, Luca Fagioli, Alessandro Riceci,
Alfredo Angelici, Tamara Balducci, Faustino Vargas, Viviana Lombardo, Alessandro Cangiani, Daniele Sirotti, Silvia De Fanti, Andrea Trovato, Claudia Crisafio

scene Gabriele Lavia
costumi Andrea Viotti
musiche originali Andrea Nicolini
luci Pietro Sperduti

regia Gabriele Lavia


durata: 2 ore e 30 minuti compreso un intervallo


Gabriele Lavia per portare in scena Molto rumore per nulla, terzo Shakespere in tre stagioni, è partito invece da un laboratorio teatrale con una ventina di giovani attori, tenuto lo scorso anno e concluso con la prima nazionale dello spettacolo all’India di Roma. In questa commedia il regista ha rintracciato alcuni temi chiave del teatro shakespeariano: in primo luogo il dilemma esistenziale tra l'essere e l'apparire, il tema del doppio, dello specchio, della maschera. Dov'è la verità? In ciò che è, in ciò che si deve o in ciò che appare? Nella solare città di Messina, il ricco Leonato accoglie nella sua magione il principe d'Aragona don Pedro di ritorno dalla guerra insieme ai suoi più stretti compagni. L'atmosfera gaia e leggera dell'estate mediterranea fa da sfondo agli amori tra il giovane Claudio e la dolce Ero e tra i litigiosi Beatrice e Benedetto.

Nell'imminenza delle nozze di Claudio ed Ero, don Juan, geloso del favore che Claudio gode presso don Pedro, fa di tutto per screditare Ero e impedirle così di sposare il suo amato. Nulla però potrà impedire all'amore di trionfare sui cattivi sentimenti che saranno giustamente puniti. Questa, in breve, la trama di un'opera che condensa in sé tutto il meglio delle commedie shakespeariane: finte morti, sospetti, intrighi, schermaglie amorose, scambi di persona, congiure. "Un molto, spiega Gabriele Lavia - per fare una sintesi estrema di questa divertentissima opera - che attraverso lo specchio del rumore si riflette e diventa, o ritorna, nulla. Il nulla evocato nel titolo della pièce: "lo scandalo, il delirio, la rabbia, la rissa, la finzione, la guerra, l'amore... sono l'esito del nulla, certo arriveranno al nulla. La vita allora non è che un'ombra che cammina per davvero, un povero attore che si agita nella scena, per la sua ora, tutto sudore, furia, temperamento... La congiura, la guerra civile che ha visto soccombere il "bastardo" Juan e vincere il "legittimo" Don Pedro, lo scambio di persona tra Ero e Margherita, la finta morte di Ero, la finta figlia di Antonio, le maschere... le maschere... le maschere... tutto questo... tutto questo "rumore" finirà nel nulla come era nato dal nulla e allora... ha ragione Benedetto... Balliamo!" La scena risuona della musica dal vivo e delle canzoni composte per lo spettacolo da Andrea Nicolini, che si rincorrono come un refrain.

Solo un lungo tavolo, sedie e tappeti occupano il palcoscenico, come per una prova, gli attori dapprima in abiti di tutti i giorni via via indossano, appoggiano e trascinano costumi a seconda degli stati d'animo, a seconda della "maschera", del ruolo, dell'apparenza.