al goldoni

All’angolo tra via Santa Maria e via delle Caldaie, nel cuore dell’Oltrarno tra via Romana e via dei Serragli, si gode di una delle più belle viste del Campanile di Giotto che ci siano a Firenze: Piazza Santo Spirito sta in fondo, in linea esattamente retta, e il campanile sovrasta perfettamente inquadrato dal profilo dei tetti. Un momento di perfezione sublime, da Sindrome di Stendhal, che non deve essere sfuggito quando all’inizio dell’Ottocento si decise di costruire proprio qui il Teatro Goldoni.

Già nel 1819 una guida di viaggio francese definiva il complesso del Teatro Goldoni come delle délices Goldoni: e non esagerava, perché a quel tempo nell’area dove fino a poco prima sorgeva il convento di Annalena Malatesta si apriva un sistema d’offerta completo, composto dal teatro all’italiana, da un saloncino delle feste (oggi sede della Goldonietta di Virgilio Sieni) e da un’ampia arena all’aperto. Nella mente di quel Gargani che lo costruì avrebbe dovuto soppiantare la Pergola come teatro di corte, data anche la vicinanza a Palazzo Pitti. Forse per i cattivi auspici che dall’aldilà Annalena, triste per la fine del suo convento, aveva inviato il Teatro Goldoni non decollò mai com’era nelle intenzioni di Gargani; che, anzi, fu persino frodato dai costruttori, rei di aver impiegato materiale di scarto per i lavori come si scoprirà solo molti anni più tardi.

Tramontato questo progetto di grandezza col declinare dei Lorena, il Goldoni rimase a simboleggiare grandezze e difficoltà della gestione di un edificio teatrale: le presenze di Craig, Gassman, Kantor, Meredith Monk e Ronconi da una parte, le numerose chiusure e una ristrutturazione difficile dall’altra. Riaperto dopo il 1998, fu affidato alle cure del Maggio Musicale Fiorentino. Oggi la Fondazione Teatro della Pergola desidera dare il proprio contributo all’attività del Goldoni con un progetto che ne valorizzi ulteriormente la centralità in quartiere bello quanto delicato negli equilibri; un quartiere di bellezze del paesaggio, tra Giardino di Boboli, Torrigiani e Annalena; un quartiere di chiese, antichi oratori, vecchi spedali, ancora profondamente popolaresco e artigiano, dove l’anima dell’innovazione spunta nei tanti stranieri e nelle nuove attività che sono spuntate.

Il quartiere del pioniere della moda italiana Giovambattista Giorgini, di scrittori come Alphonse Lamartine e Nathaniel Hawthorne, di musicisti come Luigi Dallapiccola, e di Jesse White, la donna che prese parte come infermiera a molte delle spedizioni di Giuseppe Garibaldi. Goldoni come valore della città, come punto di espressione multidisciplinare, come luogo di convergenza di molte delle anime del tessuto produttivo artistico della città che hanno forze ma non una casa. Un teatro che possa ripercorrere quel sentiero che da via delle Caldaie porta in Santo Spirito, e poi nel centro della città, in modo da unire ancor di più con la lingua della cultura le due sponde dell’Arno. Un luogo per il teatro in italiano ma anche per quello in inglese, un nuovo punto di riferimento per gli spettatori, un caposaldo del senso di appartenenza a un territorio. Una sfida per il domani di Firenze che riguarda tutti.

24 Nov 2019 - 2 Feb 2020 CHI HA VISTO LA CODA DEL SIGNOR VOLPE?

24 NOVEMBRE 2019 – 15 DICEMBRE 2020 – 2 FEBBRAIO 2020

Attenzione, attenzione: c’è una volpe senza coda in teatro!

Attraverso indizi, racconti e varie peripezie, i nostri piccoli ospiti aiuteranno la Signora Volpe a cercare la coda di suo marito.

Un viaggio nella fantasia e nel magico mondo teatrale.

INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI

Tel. 055.2264364
museo@teatrodellatoscana.it

10 Nov 2019 - 1 Mar 2020 INGEGNI TEATRALI

10 NOVEMBRE 2019 – 5 GENNAIO 2020 – 1 MARZO 2020

Quello che poteva essere un’altra splendida interpretazione della più grande attrice vivente, si trasforma imprevedibilmente in un viaggio alla scoperta della macchina teatrale attraverso le menti e le invenzioni di coloro che al Teatro della Pergola hanno pensato, costruito e sperimentato gli “ingegni” che si nascondono dietro le quinte.

INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI

Tel. 055.2264364
museo@teatrodellatoscana.it

27 Ott 2019 - 19 Gen 2020 SUPERATTORI

27 OTTOBRE 2019 – 8 DICEMBRE 2019 – 19 GENNAIO 2020

Gli attori hanno la capacità di trasformarsi in chiunque e qualunque cosa vogliano quando salgono in palcoscenico; sono capaci persino di volare.

E se un attore perdesse i suoi superpoteri?

Un’avventura per grandi e piccini alla ricerca dei SuperAttori.

Informazioni e prenotazioni

Tel. 055.2264364
museo@teatrodellatoscana.it

20 Nov 2019 PRESENTAZIONE DEL LIBRO – ANCHE A DISPETTO DI AMLETO

Cinquant’anni di teatro e altro

La scena teatrale italiana del secondo Novecento ha subìto numerosi cambiamenti e vissuto un periodo estremamente florido. L’avvento della regia, la nascita dei teatri stabili, il cooperativismo – senza dimenticare la grandezza trascinatrice degli attori, delle compagnie e degli autori – hanno coinvolto un pubblico sempre più vasto e spinto le istituzioni a riconoscere l’importanza del teatro e a organizzare il settore. Mauro Carbonoli è stato partecipe e protagonista del mutamento, prima sulle scene, poi nel retroscena come organizzatore. Anche a dispetto di Amleto rievoca – in tono amichevole e colloquiale, con qualche momento di nostalgia ma anche con tanta speranza per il futuro – i personaggi e le vicende che hanno permesso al teatro italiano di rinnovarsi e di entrare a pieno titolo nella modernità, tenendo il passo delle scene europee.

Ingresso libero

11 Nov 2019 - 16 Dic 2019 MOSTRA – PAOLO GRASSI

…senza un pazzo come me, immodestamente un poeta dell’organizzazione…

Cento anni fa nasceva Paolo Grassi, uno dei più importanti protagonisti della vita culturale italiana.
Una figura di organizzatore culturale, di innovatore e di visionario raccontata in una mostra che ripercorre la sua vita e la sua carriera attraverso documenti, carteggi, immagini e filmati.

lunedì 11 novembre
ore 18
INAUGURAZIONE

Ingresso libero

5 Feb 2020 - 5 Apr 2020 MOSTRA – SPETTATORI

Il Teatro della Pergola e il suo pubblico

Il 22 giugno 1718, in occasione del debutto dell’opera Scanderberg di Antonio Vivaldi, il Teatro della Pergola apriva le sue porte ai primi spettatori paganti. Ad oltre 300 anni da quell’avvenimento così significativo per la storia del nostro teatro, la mostra rende omaggio all’elemento indispensabile dello spettacolo: lo spettatore.

Ingresso libero

mercoledì 5 febbraio
ore 17.30
INAUGURAZIONE


 

mercoledì
12 febbraio

ore 17.30

 

Approfondimento

IL SEICENTO:
LO SPETTACOLO MERAVIGLIOSO

Visita tematica alla mostra

 

mercoledì
19 febbraio

ore 17.30

 

Approfondimento

IL SETTECENTO:
ALL’ITALIANA, IL PUBBLICO

Visita tematica alla mostra

 

mercoledì
26 febbraio

ore 17.30

 

Approfondimento

L’OTTOCENTO:
LA CAPITALE DEI VEGLIONI

Visita tematica alla mostra

 

mercoledì
4 marzo

ore 17.30

 

Approfondimento

IL NOVECENTO:
SPORT ED ELEGANZA TRA LE DUE GUERRE

Visita tematica alla mostra

 

mercoledì
11 marzo

ore 17.30

 

Approfondimento

IL SEICENTO:
LO SPETTACOLO MERAVIGLIOSO

Visita tematica alla mostra

 

mercoledì
18 marzo

ore 17.30

 

Approfondimento

IL SETTECENTO:
ALL’ITALIANA, IL PUBBLICO

Visita tematica alla mostra

 

mercoledì
25 marzo

ore 17.30

 

Approfondimento

L’OTTOCENTO:
LA CAPITALE DEI VEGLIONI

Visita tematica alla mostra

 

mercoledì
1 aprile

ore 17.30

 

Approfondimento

IL NOVECENTO:
SPORT ED ELEGANZA TRA LE DUE GUERRE

Visita tematica alla mostra

 

14 Nov 2019 PRESENTAZIONE DEL LIBRO – LA DANZA INTERIORE

Orazio Costa, la mimica e l’interpretazione

Il libro propone vari aspetti del metodo di interpretazione di Orazio Costa, sviluppati attraverso differenti modalità di comunicazione e di applicazione della mimica, in modo da offrirne una visione molteplice, dall’ambito formativo a quello artistico, finalizzata a far conoscere del Maestro la personalità che supera l’autorevolezza teatrale e si manifesta attraverso una profonda complessità espressiva nelle testimonianze di artisti della scena dal secondo Novecento fino a questi ultimi decenni, a cui si affiancano amici, allievi e studiosi nel racconto degli incontri con lui. Si suggeriscono intuitivamente le fonti da cui questo metodo è scaturito, proiettandosi anche nel mondo della scienza, in particolare attraverso la constatazione che perfino nell’ambito dei neuroni a specchio emerge l’immedesimazione, che è alla base del metodo e soprattutto è connaturato alla nostra esistenza.

Ingresso libero

14 Apr 2020 - 8 Mag 2020 MOSTRA – IL TEATRO ILLUSTRATO: THE DUBLINERS

Racconto per immagini delle prove e dello spettacolo The Dubliners

Un progetto di giovani per i giovani, di autori e artisti in formazione in cui si svelano retroscena, quadri salienti della pièce, impressioni e giornate di lavoro degli attori, coetanei, iNuovi.

In mostra un diario di bordo fatto di illustrazioni e immagini, dalla presa diretta di coloro che hanno seguito le fasi salienti della messinscena.

martedì 14 aprile
ore 17.30
INAUGURAZIONE

Ingresso libero

16 Ott 2019 - 3 Nov 2019 MOSTRA – IL FIGLIO DEL CAOS

Luigi Pirandello al Teatro della Pergola

Un viaggio tra le maschere, i volti e le immagini del drammaturgo agrigentino e insieme il ricordo di alcuni tra i più significativi allestimenti dei suoi testi negli ultimi cinquant’anni.

Mezzo secolo di teatro pirandelliano alla Pergola con oltre 100 messinscene ripercorse attraverso manifesti, locandine, foto, recensioni e corrispondenze. 

mercoledì 16 ottobre
ore 17.30
INAUGURAZIONE


martedì 22 ottobre
ore 17.30
Approfondimento
I RETROSCENA DE I GIGANTI DELLA MONTAGNA
Visita alla mostra

Ingresso libero

25 Feb 2020 - 1 Mar 2020 I SOLITI IGNOTI

Vinicio Marchioni dirige e interpreta con Giuseppe Zeno I soliti ignoti, la prima versione teatrale del mitico film di Monicelli, uscito nel 1958 e diventato con il tempo un classico imperdibile della cinematografia italiana e non solo.
Le gesta maldestre ed esilaranti di un gruppo di ladri improvvisati sbarcano sulle scene rituffandoci nell’Italia povera ma vitale del secondo dopoguerra.
L’adattamento di Antonio Grosso e Pier Paolo Piciarelli è fedele alla sceneggiatura di Age e Scarpelli, senza rinunciare a trovate di scrittura e di regia per rendere moderna quell’epoca lontana.
Uno spettacolo divertente ed emozionante.

Note di regia

Ci sono dei film che segnano la nostra vita e I soliti Ignoti per me è uno di questi. Come uomo mi sono divertito e commosso di fronte alle peripezie di questo gruppo di scalcinati ladri. Come attore mi sono esaltato davanti alla naturalezza con cui recitano mostri sacri come Mastroianni e Gassman. Come regista ho amato il perfetto equilibrio con cui Monicelli rende un argomento drammatico in modo leggero. Così l’idea di curare l’adattamento teatrale del film mi ha immediatamente conquistato. È una storia bella e necessaria, che ci parla del presente immergendoci nel passato. La povertà del dopoguerra è una piaga che resiste ancora oggi, sebbene in altre forme, in tante zone d’Italia. Vorrei restituire sulla scena l’urgenza sentita dai personaggi di superare la miseria che li affligge, insieme alla vitalità indistruttibile e alla magia di un’Italia passata verso la quale proviamo nostalgia e tenerezza. Spero che gli spettatori possano uscire dal teatro con gli stessi sentimenti che provo io dopo una visione del film: divertiti, commossi e perdutamente innamorati di quei personaggi indimenticabili. Adattare un classico è sempre una sfida rischiosa e difficile. Ma sono le sfide che vale la pena vivere, insieme ai miei compagni di strada.

Vinicio Marchioni

11 Ott 2019 - 13 Ott 2019 MARY SAID WHAT SHE SAID

IN ESCLUSIVA PER L’ITALIA

Un nuovo importante incontro tra Robert Wilson e Isabelle Huppert.
Sempre innovativo, in Mary Said What She Said Wilson offre alla grande Huppert, accompagnata dalle musiche originali di Ludovico Einaudi, il trono della Regina di Scozia e Francia Maria Stuarda, che perse la corona a causa delle sue passioni.
Vita e tormenti, tra gloria, prigione e omicidi, di una donna che ha combattuto le forze della storia per controllare il suo destino.

Spettacolo in francese con sovratitoli in italiano


11 OTTOBRE 2019 | ORE 15.30
SALA D’ARME – PALAZZO VECCHIO, FIRENZE

Non è soltanto un grande spettacolo internazionale, con una protagonista e un regista d’eccezione, coprodotto dal Teatro della Pergola.
Mary Said What She Said, un’esclusiva italiana voluta e costruita dalla Pergola, rappresenta il “varo” di un progetto unico in Europa: due prestigiose e storiche istituzioni teatrali, come il Théâtre de la Ville di Parigi e il Teatro della Pergola di Firenze, insieme a tante altre confluite intorno a questo asse Italia/Francia, si impegnano fianco a fianco nella progettazione di opportunità rivolte ai giovani, secondo gli intenti espressi dalla Carta 18-XXI, manifesto di principi che mettono al centro quanti hanno compiuto 18 anni nel 2018. Una Carta che esprime la visione di un futuro sociale e culturale realmente europeo, un’occasione per rendere disponibili, per quei giovani, contatti e momenti di confronto ‘non convenzionali’ con maestri e professionisti del mondo dell’arte, della scienza, dell’ambiente.

Sulla base di tali principi, in ambito teatrale si delinea un percorso progettuale e produttivo (vero rischio culturale da parte delle Istituzioni coinvolte) mirato alla preparazione di un attore contemporaneo, sociale, consapevole, europeo. Un percorso che, attraverso scambi e incontri che avranno il loro fulcro negli Chantiers d’Europe parigini (rassegna di teatro volta a stigmatizzare dogmi e frontiere e creare un legame solidale tra generazioni) e vedrà il suo momento più alto nella nascita della Compagnia dei Giovani del Teatro della Pergola, che si misurerà sui palcoscenici italiani e internazionali.

A partire da Mary Said What She Said si avviano inoltre ulteriori percorsi all’interno di una serie di workshop, momenti d’incontro e riflessione tra i giovani artisti e alcuni esponenti di livello internazionale del Watermill Center di New York, fondato dallo stesso Wilson. Questo itinerario ha portato il Teatro della Pergola a intessere relazioni anche con altri compagni di percorso, uniti adesso in una stretta condivisione di intenti: il Teatre Lliure di Barcellona, la Norwegian Theatre Academy, l’ArtEZ University of the Arts di Amsterdam, con i quali si è avviato, sempre per i giovani, uno scambio di esperienze e progetti.

Nel 2020, sempre al Teatro della Pergola, verrà poi allestito Jungle Book diretto da Robert Wilson, in partnership con il Théâtre de la Ville, e vedranno la luce altre produzioni tra le quali i nuovi spettacoli di Dimitris Papaioannou, Euripides Laskaridis e Juan Carlos Martel.

Tutti eventi pensati e progettati secondo i descritti comuni intenti delle istituzioni teatrali europee coinvolte, che saranno presentati nel dettaglio con un incontro pubblico l’11 ottobre alle ore 15.30 in Palazzo Vecchio a Firenze.

5 Nov 2019 - 10 Nov 2019 MEMORIE DI ADRIANO

PRIMA NAZIONALE

Torna Memorie di Adriano e, di nuovo, ci aiuta a riflettere sul nostro momento storico indicandoci, forse, uno spiraglio di speranza.
Dopo il grande successo dell’edizione con Giorgio Albertazzi, Maurizio Scaparro ha sentito la necessità di riproporlo in un nuovo allestimento, che rilegge da angolazioni nuove la storia raccontata da Marguerite Yourcenar.
A dar voce e corpo all’Imperatore, in una sua personalissima interpretazione, Pino Micol.
In un mondo dove i fondamentalismi e l’ignoranza seminano morte e distruzione, questo testo è più attuale che mai.

Note di regia

C’è una frase di Flaubert che forse, meglio di tutte, spiega il fascino immortale del protagonista di quest’opera di Marguerite Yourcenar: Quando gli dèi non c’erano più e Cristo non ancora, tra Cicerone e Marco Aurelio, c’è stato un momento unico in cui è esistito l’uomo, solo. Adriano è più di un uomo, è l’immagine, o meglio il ritratto di ciò che noi siamo oggi, nelle sue parole ritroviamo le radici del pensiero occidentale e della nostra storia.

Maurizio Scaparro

12 Nov 2019 - 17 Nov 2019 MISANTROPO

Un uomo e una donna con torti e ragioni equamente distribuiti, protervi nel non cedere alle richieste dell’altro, attaccati tenacemente alle proprie scelte di vita, in perenne conflitto tra loro.
Giulio Scarpati e Valeria Solarino sono i protagonisti de Il misantropo di Molière diretto da Nora Venturini, una commedia amara in cui non è previsto il lieto fine.
Attorno a loro si muove un carosello di tipi umani: il politico con velleità da scrittore, i giovani bene, vanesi e modaioli, la dama di carità, ipocrita e bigotta; parodie dei vizi e dei difetti dell’alta società di ieri, di oggi e domani.

Note di regia

In questo capolavoro sempre in equilibrio tra commedia e tragedia l’aspetto privato del tormento amoroso è dal punto di vista teatrale altrettanto interessante di quello sociale, perché ne evidenzia il fattore umano e ce lo rende sempre attuale a distanza di secoli. Tragici e comici insieme, Alceste e Célimène sono nostri contemporanei come coppia sentimentalmente impossibile: non si capiscono ma si amano, si sfuggono ma si cercano, si detestano eppure faticano a separarsi. Nei loro difetti possiamo ritrovarci e riconoscerci; e ne ridiamo, guardandoci allo specchio.

Nora Venturini

19 Nov 2019 - 24 Nov 2019 SI NOTA ALL’IMBRUNIRE

(Solitudine da paese spopolato)

I figli e il fratello maggiore, radunati in un fine settimana nella casa di campagna del padre, all’inizio del villaggio spopolato dove vive da solo da tre anni.
Lucia Calamaro scrive e dirige Si nota all’imbrunire con Silvio Orlando nel ruolo del protagonista, quello di un uomo che vive accanto all’esistenza e non più dentro la realtà.
Emergono, qua e là, empatie, distanze, rese dei conti. Si tratta di decidere come smuoverlo da una posizione che è metafora del suo stato mentale.
Desideri e realtà: la vita, fino a un certo punto, può essere esattamente come uno decide che sia.

Note di regia

Si nota all’imbrunire, che ha trovato nella figura del padre un interprete per me al tempo insperato e meraviglioso: Silvio Orlando, trova le sue radici in una piaga, una patologia specifica del nostro tempo che io ho conosciuto anche troppo. La socio-psicologia le ha dato un nome: “solitudine sociale”. Ci piace pensare che gli spettatori, grazie a un potenziale smottamento dell’animo, chiameranno quel padre, quella madre, quel fratello, lontano parente o amico oramai isolatosi e lo andranno a trovare, per farlo uscire di casa. O per fargli solamente un po’ di compagnia.

Lucia Calamaro

3 Dic 2019 - 8 Dic 2019 LA TEMPESTA

La tempesta, ultimo capolavoro di William Shakespeare, è un congegno teatrale prodigioso, in cui s’incrociano temi che prefigurano l’orizzonte della modernità: lo sguardo occidentale a confronto con quello dell’altro, l’incantesimo della mente e il potere come complotto e usurpazione, il mistero della giovinezza e l’incombere della fine.
Roberto Andò legge il testo attraverso il fluire, grandioso e imprevedibile, della mente di Prospero, interpretato da Renato Carpentieri, un attore giunto a quel magistero essenziale e profondo che appartiene solo ai grandi interpreti.

Note di regia

Nel capolavoro di Shakespeare, apparentemente, tutto sembra destinato alla conciliazione, non a caso si tratta di una favola. Eppure, anche nella Tempesta domina il tono della retrospezione, ma l’autore vi trasfonde uno spirito nuovo, di pietosa serenità, e la fa coincidere con la metamorfosi degli esseri umani che vi sono rappresentati. È il ritorno del romance e della parabola. Ci sono le crepe e le fessure di cui parlava Adorno a proposito dell’ultimo Beethoven, ma il paesaggio in sfacelo diviene occasione di salvezza e di rigenerazione.

Roberto Andò

10 Dic 2019 - 15 Dic 2019 AMADEUS

Amadeus è la storia di una feroce gelosia. Una sorta di grandiosa vendetta privata contro un uomo prigioniero del proprio genio.
Ambientato alla fine del Settecento, il dramma racconta il presunto tentativo, senza fondamento storico, del compositore Antonio Salieri di distruggere la reputazione dell’odiato avversario Wolfgang Amadeus Mozart.
Il testo di Peter Shaffer, portato al trionfo nel 1984 dal film omonimo di Miloš Forman, viene ora interpretato da Geppy e Lorenzo Gleijeses nei ruoli, rispettivamente, di Salieri e Mozart.
La regia è affidata ad Andrej Konchalovskiy.

27 Dic 2019 - 5 Gen 2020 DITEGLI SEMPRE DI SÌ

Ditegli sempre di sì è una commedia in bilico tra la pochade e un vago pirandellismo, un congegno bizzarro in cui Eduardo De Filippo si applica a variare il tema della normalità e della follia, consegnando al personaggio di Michele Murri, il protagonista, i tratti araldici della sua magistrale leggerezza.
Roberto Andò dirige Gianfelice Imparato e la Compagnia Luca De Filippo. Via via che si avvicina al finale, il fantasma delle apparenze assume un andamento beffardo, sino a sfiorare, nel brio del suo ambiguo e iperbolico disincanto, una forma spiazzante: è commedia o tragedia?

Note di regia

Il tema della pazzia ha sempre offerto spunti comici o farseschi, ma di solito è giocato a rovescio, con un sano che si finge pazzo. Invece, in Ditegli sempre di sì il protagonista è realmente pazzo, il dolore e il senso di minaccia pervadono l’opera. Tra porte che si aprono e si chiudono, equivoci, fraintendimenti, menzogne, illusioni, bovarismi, lo spettatore si ritrova in un clima sospeso tra la surrealtà di Achille Campanile e un Luigi Pirandello finalmente privato della sua filosofia, irresistibilmente proiettato nel pastiche.

Roberto Andò

21 Gen 2020 - 26 Gen 2020 ARLECCHINO SERVITORE DI DUE PADRONI

Dopo il Don Giovanni di Molière, Valerio Binasco frantuma la tradizione con un Arlecchino servitore di due padroni di Goldoni che guarda più alla commedia all’italiana che alla commedia dell’arte, dando voce a un’umanità vecchio stampo, paesana e arcaica, che ha abitato il nostro mondo in bianco e nero.
Il suo stile cinematografico, fatto di sintesi, unità di azione e suspense, è al servizio di una commedia della stravaganza che diventa un gioioso viaggio nel tempo, alle origini del teatro italiano e della sua grande tradizione comica, con un cast capitanato da Natalino Balasso.

Note di regia

A chi mi chiede: «Come mai ancora Arlecchino?» rispondo che i classici sono carichi di una forza inesauribile e l’antico teatro è ancora il teatro della festa e della favola. Goldoni è capace di una scrittura che è solo in apparenza di superficie; se vado nei dettagli, non solo del testo, ma soprattutto delle ragioni che spingono i personaggi a dire quelle cose e non altre, scopro una ricchezza di toni interiori che ben si adatta a essere interpretata con sensibilità contemporanea.

Valerio Binasco