al goldoni

All’angolo tra via Santa Maria e via delle Caldaie, nel cuore dell’Oltrarno tra via Romana e via dei Serragli, si gode di una delle più belle viste del Campanile di Giotto che ci siano a Firenze: Piazza Santo Spirito sta in fondo, in linea esattamente retta, e il campanile sovrasta perfettamente inquadrato dal profilo dei tetti. Un momento di perfezione sublime, da Sindrome di Stendhal, che non deve essere sfuggito quando all’inizio dell’Ottocento si decise di costruire proprio qui il Teatro Goldoni.

Già nel 1819 una guida di viaggio francese definiva il complesso del Teatro Goldoni come delle délices Goldoni: e non esagerava, perché a quel tempo nell’area dove fino a poco prima sorgeva il convento di Annalena Malatesta si apriva un sistema d’offerta completo, composto dal teatro all’italiana, da un saloncino delle feste (oggi sede della Goldonietta di Virgilio Sieni) e da un’ampia arena all’aperto. Nella mente di quel Gargani che lo costruì avrebbe dovuto soppiantare la Pergola come teatro di corte, data anche la vicinanza a Palazzo Pitti. Forse per i cattivi auspici che dall’aldilà Annalena, triste per la fine del suo convento, aveva inviato il Teatro Goldoni non decollò mai com’era nelle intenzioni di Gargani; che, anzi, fu persino frodato dai costruttori, rei di aver impiegato materiale di scarto per i lavori come si scoprirà solo molti anni più tardi.

Tramontato questo progetto di grandezza col declinare dei Lorena, il Goldoni rimase a simboleggiare grandezze e difficoltà della gestione di un edificio teatrale: le presenze di Craig, Gassman, Kantor, Meredith Monk e Ronconi da una parte, le numerose chiusure e una ristrutturazione difficile dall’altra. Riaperto dopo il 1998, fu affidato alle cure del Maggio Musicale Fiorentino. Oggi la Fondazione Teatro della Pergola desidera dare il proprio contributo all’attività del Goldoni con un progetto che ne valorizzi ulteriormente la centralità in quartiere bello quanto delicato negli equilibri; un quartiere di bellezze del paesaggio, tra Giardino di Boboli, Torrigiani e Annalena; un quartiere di chiese, antichi oratori, vecchi spedali, ancora profondamente popolaresco e artigiano, dove l’anima dell’innovazione spunta nei tanti stranieri e nelle nuove attività che sono spuntate.

Il quartiere del pioniere della moda italiana Giovambattista Giorgini, di scrittori come Alphonse Lamartine e Nathaniel Hawthorne, di musicisti come Luigi Dallapiccola, e di Jesse White, la donna che prese parte come infermiera a molte delle spedizioni di Giuseppe Garibaldi. Goldoni come valore della città, come punto di espressione multidisciplinare, come luogo di convergenza di molte delle anime del tessuto produttivo artistico della città che hanno forze ma non una casa. Un teatro che possa ripercorrere quel sentiero che da via delle Caldaie porta in Santo Spirito, e poi nel centro della città, in modo da unire ancor di più con la lingua della cultura le due sponde dell’Arno. Un luogo per il teatro in italiano ma anche per quello in inglese, un nuovo punto di riferimento per gli spettatori, un caposaldo del senso di appartenenza a un territorio. Una sfida per il domani di Firenze che riguarda tutti.

4 Mar 2020 PER STRADA

Per Strada riporta sulla scena il binomio Brandi-Vogel, vincitori del premio Enriquez 2018 per regia e drammaturgia, con un affresco divertente, e insieme tragico, dei trentenni di oggi, incapaci di trovare una collocazione nella vita e convinti dell’impossibilità di cambiarla.

Trama

In una sera d’inverno sotto una fitta nevicata, intro perfetto ad un racconto scenico di malinconica grazia, due ragazzi infreddoliti si incontrano casualmente per strada. Paul, cresciuto e viziato nella bambagia, sta per sposare una donna che non ama per volere della famiglia. Jack, povero e abbandonato da tutti, è deciso a farla finita. I due iniziano a fare amicizia e scoprono la possibilità di unire le proprie esistenze infelici alla ricerca di una consolazione e di un cambiamento esistenziale. La strada è il luogo di incontro fra Paul e Jack ma è anche e soprattutto la strada della vita dei personaggi, quella smarrita; è il cammino, le ore che passano inesorabili, trasformando questo scontro casuale di due solitudini in un incontro che modificherà per sempre le loro vite. Una generazione indecisa su tutto, l’incapacità totale di gestire le proprie ansie e le proprie sconfitte, un sotterraneo desiderio di farla finita e un incontro on the road.

 

21 Feb 2020 - 23 Feb 2020 MOLECOLE D’AUTORE IN CERCA DI MEMORIA

Note di regia

Il Teatro, come la Chimica, è un luogo di trasformazione. Un testo teatrale attraverso la sua rappresentazione, diventa un’esperienza condivisa tra palcoscenico e platea, tra attori e spettatori, tra persone che insieme trasformano la scrittura. Come la Chimica, regno del trasformare. L’incontro, la condivisione, la fusione, la reazione, danno insomma origine in entrambi ad una forma nuova, costituita dai componenti di partenza, ma divenuti diversi dalla parola o dall’atomo originari.

Questo dramma scientifico-civile del professor Luigi Dei, tra parole e ‘molecole’, recupera un racconto di Primo Levi, Cerio, e lo trasforma attraverso la scrittura teatrale in un viaggio a memoria dei campi di sterminio.

Paolo Valerio

DIALOGO INTORNO A MOLECOLE D’AUTORE IN CERCA DI MEMORIA

Lunedì 17 febbraio, ore 17.30
Teatro Niccolini di Firenze

Luigi Dei, Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Firenze e Paolo Valerio, Regista dialogano intorno a

MOLECOLE D’AUTORE IN CERCA DI MEMORIA
Dramma scientifico-civile in due atti

di Luigi Dei
il volume è edito da Firenze University Press

Modera l’incontro Fulvio Paloscia, “la Repubblica Firenze”

L’ingresso è libero fino a esaurimento dei posti disponibili

28 Feb 2020 The experiment

Nel 1971 lo psicologo statunitense Philip Zimbardo propone un esperimento sociale, l’esperimento carcerario di Stanford: un gioco di ruolo dove i volontari vengono differenziati tra guardie e carcerati. Il gioco però prende il sopravvento sulla realtà e l’esperimento viene presto bloccato dalle autorità. Mario Giordano ne scrive un romanzo, Black Box, mettendo in luce l’aspetto più nero di questo pericoloso “gioco del controllo”. I Nuovi vogliono riproporre questi fatti e la loro ricostruzione letteraria grazie a un esperimento teatrale con il pubblico, che diventa primo protagonista e conduttore della serata.

24 Gen 2020 - 14 Feb 2020 1984

24 gennaio

Prima puntata

7 febbraio

Seconda puntata

14 febbraio

Terza puntata

In 1984 Orwell profetizza un futuro distopico dove l’intera società è spogliata di ogni libertà individuale e meticolosamente controllata dall’imponente figura del Grande Fratello. Considerati i temi fondanti del testo (perdita dell’individualità, falsificazione della memoria storica, regressione e corruzione del linguaggio) crediamo che questo romanzo possa essere specchio critico di fenomeni sociali e mediatici che viviamo tutt’oggi: chi o cosa sono i “Grandi Fratello” nelle nostre vite? Nell’era di Facebook e Instagram quanto siamo convinti di avere sotto controllo gli altri e quanto in realtà siamo controllati e controllabili? Con 1984, romanzo del passato che narra del futuro, crediamo di poter raccontare il presente.

14 Gen 2020 - 19 Gen 2020 SKIANTO

Una favola amara, un testo spiazzante che mescola rabbia e dolore ad una esilarante ironia-pop.
Sul palco un anticonvenzionale, istrionico e intimo Filippo Timi.

Skianto è la bocca murata. È il racconto di un ragazzo disabile che ha il cancello sbarrato. Io spalanco quella bocca in un urlo di Munch. Gli esseri umani sono disabili alla vita. E siamo tutti un po’ storti se ci confrontiamo alla grandezza della Natura.
Esiste una disabilità non conclamata che è l’isolamento, l’incapacità di fare uscire le voci.

Filippo Timi

7 Gen 2020 - 12 Gen 2020 L’INFINITO TRA PARENTESI

Dirac Oppenheimer e la poesia, Star Trek e il teletrasporto quantistico, Carl Barks – il papà di Paperino – scienziato inconsapevole, Maxwell, Lucrezio e la teoria cinetica dei fluidi…
Wislawa Szymborwska, in una poesia, si chiede se “…c’è dunque un mondo / di cui reggo le sorti indipendenti? / Un tempo che lego con catene di segni?…”
Gli estremi della cultura umanistica e di quella scientifica si intrecciano in questo affascinante testo che parte dall’omonimo libro di Marco Malvaldi e attraverso vicende apparentemente quotidiane ci sfida a entrare nel complesso rapporto tra letteratura / poesia e scienza.

Trama

Francesca e Paolo sono due fratelli, lei umanista e lui scienziato, entrambi hanno due belle carriere di docenti universitari. A un certo punto le loro strade si incrociano: quando Paolo lotta per diventare rettore dell’Università, e vi è lo scontro, e l’incontro, di due diverse concezioni della realtà.
«Non ne posso più di vedere l’Università dominata dalla scienza e dalla tecnica. Sono trent’anni che abbiamo solo rettori che vengono dalla scienza. Non avremo mai un Lucrezio, o un Maxwell, se continuiamo così – riflette Francesca – solo dei tecnici che stringono un pochino più forte una vite progettata da altri».

Il tema del rapporto tra due mondi o, se vogliamo, fra due tipi di conoscenze apparentemente lontani, ma che si intrecciano continuamente nelle nostre vite, è stato il punto di partenza di questo progetto immaginato da Piero Maccarinelli, con cui continua l’indagine su teatro e scienza, voluta dallo Stabile del Friuli Venezia Giulia – Il Rossetti. Nel romanziere / giallista / chimico Marco Malvaldi e nella sua capacità di mescolare sapientemente le profonde conoscenze umanistiche e scientifiche, è stato individuato l’autore più adatto a proseguire questo interessante e insolito itinerario. A dar vita alle sue parole ed alle situazioni in cui conoscenza e ironia vanno di pari passo, saranno due attori – in più, fratelli d’arte – della levatura di Maddalena e Giovanni Crippa.

13 Dic 2019 - 15 Dic 2019 IL QUARTIERE

Le pagine del romanzo Il Quartiere conservano le tensioni che nutrono una stagione della vita e un’epoca della nostra storia. Ma se le epoche cambiano e si trasformano, le stagioni si ripetono sempre uguali attraverso le generazioni, con speranze, dolori e conflitti che riconosciamo comuni nelle storie di ognuno di noi. I ragazzi protagonisti di questo racconto sono le ‘creature comuni’ di un quartiere di Firenze che crescono negli anni che dividono le due grandi guerre; oggi quel Quartiere non esiste più. Ed è forse questa la nota più vivace: quell’isolato di case strette e connesse tra loro, come le vite che lo animavano, ha cambiato faccia, e così noi, solo pochi decenni dopo ci riconosciamo diversi. Il Quartiere diventa non più un luogo fiorentino ma un luogo dell’anima, un confine mentale.

Valerio, Maria, Giorgio, Marisa, Olga, Luciana, Carlo, Gino sono ragazzi con i nostri stessi corpi e sentimenti, storditi come noi dalle ansie per il futuro, ma che esplorano dalle finestre e dalle strade del loro microcosmo i turbamenti di ogni generazione. Il Quartiere è il mondo, dove “anche l’aria e il sole sono cose da conquistare dietro le barricate” e solo riconoscendosi uniti si ritrova la speranza di riuscirci.

Dopo Le ragazze di Sanfrediano, iNuovi tornano a far vivere le nitide e poetiche parole di un romanzo di Vasco Pratolini, che si rivela ancora essere affascinante materia teatrale capace di raccontare un Novecento che è favola e realtà dei nostri tempi.

6 Ott 2019 - 13 Set 2020 JUNGLE BOOK

TOURNÉE 2019

Parigi
(Francia)
Téâtre de la Ville
Le 13ème Art
6/10 – 8/11/2019
Düsseldorf
(Germania)
Düsseldorfer Schauspielhaus 2/12/2019
Aix-en-Provence
(Francia)
Grand Théâtre 17 – 22/12/2019

TOURNÉE 2020

Clermont Ferrand
(Francia)
La Comédie de Clermont 22 – 24/1/2020
Anversa
(Belgio)
deSingel 11 – 13/9/2020

 

Il visionario regista Robert Wilson unisce le forze con il surreale duo folk Cocorosie – è la loro quarta collaborazione in teatro – per un’entusiasmante rivisitazione del famoso romanzo di Kipling Il libro della giungla. Jungle Book è un progetto avviato dal Théâtre de la Ville di Parigi, coprodotto dal Teatro della Pergola di Firenze, presentato in anteprima mondiale al Grand Théâtre du Luxembourg il 26 aprile 2019 e che debutterà a Firenze nella prossima stagione. Un cast di giovani musicisti / interpreti abiterà gli splendidi paesaggi di Wilson e il suono unico delle Cocorosie in un produzione di teatro musicale pensata per il pubblico e le famiglie giovani.

Il romanzo di Kipling ha avuto infinite rappresentazioni nel corso degli anni. Il mondo che Kipling ha creato ha intrattenuto generazioni di bambini e adulti che hanno scoperto questo classico indimenticabile nelle sue numerose rappresentazioni artistiche. Le parole dello scrittore britannico si materializzeranno attraverso la capacità di Wilson di creare visioni inaspettate e astratte che spesso guardano il mondo attraverso gli occhi di un bambino. Quando gli è stato chiesto di dirigere Jungle Book, Wilson ha dichiarato: “Jungle Book è un’opera per tutte le età. Mi è sempre piaciuto quello che Baudelaire diceva: “Il genio non è altro che l’infanzia riconquistata a piacimento”.

Il suono e il testo unici delle Cocorosie riporteranno la storia molto nota del viaggio di Mowgli tra i suoi amici animali nella giungla, ricreando un mondo di fantasia e realtà in un’altra forma che contribuirà a mantenere immortale Il libro della giungla allo stesso modo come i racconti di Esopo, La Fontaine, Andersen e Perrault hanno incantato le persone per secoli.

Robert Wilson si rivolge a tutte le età della vita illuminando la saga immaginata da Rudyard Kipling. Un inimitabile teatro totale.

Un sogno comune guida la creazione di Jungle Book di Robert Wilson, uno spettacolo per tutte le età, una favola sull’umanità e un inno alla differenza. Uno spettacolo che spiegherebbe tutto il genio di questo artista unico come un manifesto di ciò che il Théâtre de la Ville e il Teatro della Pergola difendono in termini di creazione per tutto il pubblico.

Robert Wilson non è sempre stato qualcosa di estraneo all’infanzia, ma è probabilmente una delle prime volte che lo affronta direttamente. Il romanzo di Kipling ha avuto molti adattamenti e il suo universo ha deliziato generazioni di bambini e adulti, ma qui tutto è rinato, grazie alla visione unica di Robert Wilson, alla sua arte di immagini inaudite e astratte, al suo accordo con la coppia CocoRosie la cui colonna sonora illumina questo teatro musicale e totale.

24 Nov 2019 - 2 Feb 2020 CHI HA VISTO LA CODA DEL SIGNOR VOLPE?

24 NOVEMBRE – 15 DICEMBRE 2019
2 FEBBRAIO 
2020

Attenzione, attenzione: c’è una volpe senza coda in teatro! Attraverso indizi, racconti ed incontri coi personaggi del bosco, i partecipanti vengono chiamati a trovare la coda del Signor Volpe. Riusciranno nelle mille peripezie? Risolveranno gli enigmi del Tasso aiutando, così, la Signora Volpe?

Un viaggio nella fantasia coi nostri piccoli ospiti.

INFORMAZIONI

Tel. 055.2264364
museo@teatrodellatoscana.it

10 Nov 2019 - 1 Mar 2020 INGEGNI TEATRALI

10 NOVEMBRE 2019 – 5 GENNAIO 2020 – 1 MARZO 2020

Quello che poteva essere un’altra splendida interpretazione della più grande attrice vivente, si trasforma imprevedibilmente in un viaggio alla scoperta della macchina teatrale attraverso le menti e le invenzioni di coloro che al Teatro della Pergola hanno pensato, costruito e sperimentato gli “ingegni” che si nascondono dietro le quinte.

INFORMAZIONI

Tel. 055.2264364
museo@teatrodellatoscana.it

27 Ott 2019 - 19 Gen 2020 SUPERATTORI

27 OTTOBRE 2019 – 8 DICEMBRE 2019
19 GENNAIO 
2020

Gli attori hanno la capacità di trasformarsi in chiunque e qualunque cosa vogliano, quando salgono in palcoscenico; possono anche volare.

E se un attore perdesse i suoi superpoteri? Un’avventura per grandi e piccini, in aiuto dei SuperAttori.

Informazioni

Tel. 055.2264364
museo@teatrodellatoscana.it

20 Nov 2019 PRESENTAZIONE DEL LIBRO – ANCHE A DISPETTO DI AMLETO

Cinquant’anni di teatro e altro

Mauro Carbonoli presenta il suo libro Anche a dispetto di Amleto – Cinquant’anni di teatro e altro (Aracne editrice). Il volume racconta cinquant’anni di un’Italia passata dalla disperazione del Dopoguerra all’ubriacatura degli ultimi anni del secolo, attraverso una quantità incredibile di personaggi, una cura maniacale nello scrivere e nel descrivere passioni, amori, storie, fatti, spettacoli, compagnie, teatri, luoghi. È un mémoire che si legge come un romanzo.

La scena teatrale italiana del secondo Novecento ha subìto numerosi cambiamenti e vissuto un periodo estremamente florido. L’avvento della regia, la nascita dei teatri stabili, il cooperativismo – senza dimenticare la grandezza trascinatrice degli attori, delle compagnie e degli autori – hanno coinvolto un pubblico sempre più vasto e spinto le istituzioni a riconoscere l’importanza del teatro e a organizzare il settore.

Mauro Carbonoli è stato partecipe e protagonista del mutamento, prima sulle scene, poi nel retroscena come organizzatore. Il libro che ha scritto, Anche a dispetto di Amleto – Cinquant’anni di teatro e altro, rievoca in tono amichevole e colloquiale, con qualche momento di nostalgia, ma anche con tanta speranza per il futuro, i personaggi e le vicende che hanno permesso al teatro italiano di rinnovarsi e di entrare a pieno titolo nella modernità, tenendo il passo delle scene europee. È un volume che non può mancare nella biblioteca di chi fa, organizza, gestisce, o semplicemente si reca a teatro.

Nota biografica

Mauro Carbonoli è una figura di spicco del teatro italiano del secondo Novecento. Nato a Milano nel 1929, dopo aver frequentato l’Accademia nazionale d’arte drammatica diretta da Silvio D’Amico, è stato attore di prosa, cinema e televisione, e ha collaborato con alcuni tra i maggiori artisti della sua epoca. Tra i fondatori della prima cooperativa teatrale in Italia – Teatro-Insieme – ha quindi indirizzato la sua carriera sempre più verso l’attività organizzativa, ricoprendo il ruolo di direttore del Teatro di Roma, del Piccolo di Milano, dell’Associazione teatrale dell’Emilia-Romagna, del Teatro Eliseo, del Teatro Pubblico Pugliese e dello Stabile del Veneto. Nel 1983 ha fondato, con Sergio Fantoni, la cooperativa Contemporanea ’83. Dal 1992 al 1996 è stato direttore generale dell’Ente Teatrale Italiano.

Ingresso libero

11 Nov 2019 - 15 Dic 2019 MOSTRA – PAOLO GRASSI

…senza un pazzo come me, immodestamente un poeta dell’organizzazione…

Cento anni fa nasceva Paolo Grassi, uno dei più importanti protagonisti della vita culturale italiana.
Una figura di organizzatore culturale, di innovatore e di visionario raccontata in una mostra che ripercorre la sua vita e la sua carriera attraverso documenti, carteggi, immagini e filmati.

lunedì 11 novembre
ore 18
INAUGURAZIONE

A cento anni dalla nascita di Paolo Grassi (Milano, 30 ottobre 1919 – Londra, 14 marzo 1981) la Fondazione che porta il suo nome ha avvertito l’esigenza di convogliare, dopo un lavoro durato dodici anni di scavo e indagine in archivi pubblici e privati e la pubblicazione di ben cinque volumi, l’intera ricerca sulla sua figura in una mostra dal carattere documentale e performativo in cui tutte le arti venissero rappresentate secondo un dettato esplicitato da Grassi già in gioventù e in anni terribili con l’Italia in guerra.
In quarant’anni di attività Paolo Grassi, oltre ad aver inventato e dato forma e contenuto a un mestiere come l’organizzatore culturale che in Italia non esisteva ancora, perlomeno in modo così sistematico, ha saputo esprimere il proprio talento visionario su più piattaforme spettacolari. Sua la direzione (e la fondazione con Giorgio Strehler e altri) del primo teatro pubblico in Italia, il Piccolo Teatro di Milano, tenuto dal 1947 al 1967 in codirezione col citato Strehler e poi in direzione unica fino al 1972 e lasciato per sovrintendere dallo stesso anno al 1977 il Teatro alla Scala. Qui aprì il più antico teatro lirico del mondo a innovazioni che hanno fatto scuola come la ripresa per la prima volta in diretta televisiva di un’opera lirica (l’Otello di Verdi). Dopo un quinquennio, nel 1977 fu chiamato a presiedere per poco più di tre anni la Rai della Riforma dando impulso e avvio alla “terza rete” che diventerà a lungo il canale culturale pubblico, alla produzione di film e di sceneggiati televisivi premiati nei festival più importanti (L’albero degli zoccoli di Olmi, Padre padrone dei Taviani, Molière di Ariane Mnouchkine, Gesù di Nazareth di Zeffirelli ecc.). Infine, negli ultimi anni della sua vita, segnati da una malattia che lo porterà a una prematura morte, è da registrare il ritorno all’editoria, suo primo suo amore e mai abbandonato per come ha attraversato costantemente tutte le sue molteplici attività.
La mostra ha, pertanto, una suddivisione nelle seguenti sezioni biografiche, tutte corredate da foto, oggetti, disegni, quadri, bozzetti, interviste televisive e da un documentario allestito ad hoc per la mostra da Rai Cultura.

Prologo autobiografico e album familiare
Ricostruzione attraverso foto, documenti e ritratti della biografia familiare di Grassi e di alcuni aspetti privati della sua vita.

  1. Costruzione di un progetto.
    Paolo Grassi prima di Paolo Grassi (1936-1946)
    Prevalentemente documentale con una selezione di libri, lettere, riviste, articoli, locandine ecc. provenienti da archivi pubblici e privati e una sezione artistica con quadri e disegni della cerchia di artisti che ruotarono intorno a “Corrente”, “Palcoscenico” e i GUF forlivesi.
  2. Al Piccolo Teatro con Giorgio, Nina e gli altri (1947-1967)
    2bis. Un teatro fuori le mura. La “direzione solitaria” (1968-1972)
    L’intera sezione riguardante “i due atti” trascorsi da Grassi al
    Piccolo Teatro è illustrata nella prima parte dagli spettacoli degli esordi e dalla definizione dei rapporti con il pubblico e la politica e dagli autori simbolo come Goldoni, Brecht, Bertolazzi e Pirandello. Vengono isolati estratti da importanti carteggi con Giorgio Strehler, Eduardo De Filippo e altri; mentre la seconda parte costituisce, in concomitanza con il cinquantennale degli anni della contestazione giovanile dalla quale il Piccolo non fu esente, un bilancio di quell’epoca di passaggio e grandi trasformazioni.
  3. L’opera alla prova dei media e della comunicazione. Gli anni al Teatro alla Scala (1972-1977)
    Questa sezione si avvale prevalentemente di un’istallazione guidata alla visione dell’Otello e di materiale documentale riguardante i cartelloni delle opere e dei balletti rappresentati alla Scala e di quelli allestiti alla Piccola Scala che contraddistinsero la sovrintendenza Grassi.
  4. Un riformista alla presidenza della Rai (1977-1980)
    Sondaggio attraverso carteggi e interventi della presidenza Grassi alla Rai.
  5. Una passione trasversale: l’editoria (1942-1981)
    Sezione trasversale in cui è evidenziato il lavoro editoriale di Grassi: dagli inizi con le Edizioni di Pattuglia, Poligono, Rosa e Ballo, la “Collezione di teatro” Einaudi con Gerardo Guerrieri e Giorgio Guazzotti alla Cappelli, fino al progetto Electa degli ultimi anni.

 

Tutte le sezioni hanno un importante e fondante apparato fotografico che intreccia la biografia di Grassi, i suoi incontri illustri (da Chaplin a Brecht fino alla regina Elisabetta per citarne alcuni), i viaggi e le tournée, la storia personale, il sodalizio artistico con Strehler e il rapporto in chiaroscuro con la politica. Infine, attuando una selezione degli accadimenti in Italia e nel mondo, si constata come quell’ampio spicchio di Novecento, rappresentato dall’arco esistenziale dell’organizzatore teatrale, coincida quasi con la definizione di “secolo breve” data da Eric Hobsbawm.

Fabio Francione
Curatore della Mostra

APPROFONDIMENTI

Ingresso libero

5 Feb 2020 - 4 Mar 2020 MOSTRA – SPETTATORI

INAUGURAZIONE MOSTRA

Martedì 4 febbraio 2020, ore 18
Sala Oro | Teatro della Pergola

Il Teatro della Pergola e il suo pubblico

Il 22 giugno 1718, in occasione del debutto dell’opera Scanderbeg di Antonio Vivaldi, il Teatro della Pergola apriva le porte ai suoi primi spettatori paganti. Fino a quel momento infatti, a partire dalla sua inaugurazione avvenuta nel 1657, il Teatro aveva ospitato eventi riservati esclusivamente alla corte medicea e ai suoi invitati.

Passati da poco trecento anni da quel momento così significativo per la storia del nostro Teatro, abbiamo pensato di dedicare un omaggio all’elemento indispensabile dello spettacolo, lo spettatore.

La mostra racconta l’evoluzione del pubblico della Pergola nel corso del tempo, alla scoperta di usi e costumi, curiosità e aneddoti, mode e (cattive) abitudini.

Ingresso libero

VISITE TEMATICHE

 

Mercoledì 12 febbraio
ore 17.30

IL SEICENTO: LO SPETTACOLO MERAVIGLIOSO

 

Mercoledì 19 febbraio
ore 17.30

IL SETTECENTO: ALL’ITALIANA, IL PUBBLICO

 

Mercoledì 26 febbraio
ore 17.30

L’OTTOCENTO: LA CAPITALE DEI VEGLIONI

 

Mercoledì 4 marzo
ore 17.30

IL NOVECENTO: SPORT ED ELEGANZA TRA LE DUE GUERRE

 

14 Nov 2019 PRESENTAZIONE DEL LIBRO – LA DANZA INTERIORE

Orazio Costa, la mimica e l’interpretazione

Il libro propone vari aspetti del metodo di interpretazione di Orazio Costa, sviluppati attraverso differenti modalità di comunicazione e di applicazione della mimica, in modo da offrirne una visione molteplice, dall’ambito formativo a quello artistico, finalizzata a far conoscere del Maestro la personalità che supera l’autorevolezza teatrale e si manifesta attraverso una profonda complessità espressiva nelle testimonianze di artisti della scena dal secondo Novecento fino a questi ultimi decenni, a cui si affiancano amici, allievi e studiosi nel racconto degli incontri con lui. Si suggeriscono intuitivamente le fonti da cui questo metodo è scaturito, proiettandosi anche nel mondo della scienza, in particolare attraverso la constatazione che perfino nell’ambito dei neuroni a specchio emerge l’immedesimazione, che è alla base del metodo e soprattutto è connaturato alla nostra esistenza.

Ingresso libero

16 Ott 2019 - 3 Nov 2019 MOSTRA – IL FIGLIO DEL CAOS

Luigi Pirandello al Teatro della Pergola

Un viaggio tra le maschere, i volti e le immagini del drammaturgo agrigentino e insieme il ricordo di alcuni tra i più significativi allestimenti dei suoi testi negli ultimi cinquant’anni.

Mezzo secolo di teatro pirandelliano alla Pergola con oltre 100 messinscene ripercorse attraverso manifesti, locandine, foto, recensioni e corrispondenze. 

mercoledì 16 ottobre
ore 17.30
INAUGURAZIONE


martedì 22 ottobre
ore 17.30
Approfondimento
I RETROSCENA DE I GIGANTI DELLA MONTAGNA
Visita alla mostra

Ingresso libero

25 Feb 2020 - 1 Mar 2020 I SOLITI IGNOTI

Vinicio Marchioni dirige e interpreta con Massimo De Santis I soliti ignoti, la prima versione teatrale del mitico film di Monicelli, uscito nel 1958 e diventato con il tempo un classico imperdibile della cinematografia italiana e non solo.
Le gesta maldestre ed esilaranti di un gruppo di ladri improvvisati sbarcano sulle scene rituffandoci nell’Italia povera ma vitale del secondo dopoguerra.
L’adattamento di Antonio Grosso e Pier Paolo Piciarelli è fedele alla sceneggiatura di Age e Scarpelli, senza rinunciare a trovate di scrittura e di regia per rendere moderna quell’epoca lontana.
Uno spettacolo divertente ed emozionante.

Note di regia

Ci sono dei film che segnano la nostra vita e I soliti Ignoti per me è uno di questi. Come uomo mi sono divertito e commosso di fronte alle peripezie di questo gruppo di scalcinati ladri. Come attore mi sono esaltato davanti alla naturalezza con cui recitano mostri sacri come Mastroianni e Gassman. Come regista ho amato il perfetto equilibrio con cui Monicelli rende un argomento drammatico in modo leggero. Così l’idea di curare l’adattamento teatrale del film mi ha immediatamente conquistato. È una storia bella e necessaria, che ci parla del presente immergendoci nel passato. La povertà del dopoguerra è una piaga che resiste ancora oggi, sebbene in altre forme, in tante zone d’Italia. Vorrei restituire sulla scena l’urgenza sentita dai personaggi di superare la miseria che li affligge, insieme alla vitalità indistruttibile e alla magia di un’Italia passata verso la quale proviamo nostalgia e tenerezza. Spero che gli spettatori possano uscire dal teatro con gli stessi sentimenti che provo io dopo una visione del film: divertiti, commossi e perdutamente innamorati di quei personaggi indimenticabili. Adattare un classico è sempre una sfida rischiosa e difficile. Ma sono le sfide che vale la pena vivere, insieme ai miei compagni di strada. 

Vinicio Marchioni

INCONTRO CON IL PUBBLICO

Giovedì 27 febbraio | ore 18
Teatro della Pergola

Vinicio Marchioni, Massimo De Santis e la Compagnia incontrano il pubblico.
Coordina Matteo Brighenti.

Ingresso libero fino ad esaurimento posti

22 Mag 2019 - 3 Nov 2019 MARY SAID WHAT SHE SAID

TOURNÉE 2019

Parigi
(Francia)
Téâtre de la Ville
Espace Cardin
22/5 – 6/7/2019
Amsterdam
(Olanda)
Internationaal Theater Amsterdam 19 – 22/9/2019
Amburgo
(Germania)
Thalia Theater 27 – 28/9/2019
Madrid
(Spagna)
Centro Dramatico Nacional 4 – 6/10/2019
Firenze
(Italia)
Teatro della Pergola 11 – 13/10/2019
Lione
(Francia)
Célestins
Théâtre de Lyon
30/10 – 3/11/2019

Un nuovo importante incontro tra Robert Wilson e Isabelle Huppert.
Sempre innovativo, in Mary Said What She Said Wilson offre alla grande Huppert, accompagnata dalle musiche originali di Ludovico Einaudi, il trono della Regina di Scozia e Francia Maria Stuarda, che perse la corona a causa delle sue passioni.
Vita e tormenti, tra gloria, prigione e omicidi, di una donna che ha combattuto le forze della storia per controllare il suo destino.

Spettacolo in francese con sovratitoli


11 OTTOBRE 2019 | ORE 15.30
SALA D’ARME – PALAZZO VECCHIO, FIRENZE

Non è soltanto un grande spettacolo internazionale, con una protagonista e un regista d’eccezione, coprodotto dal Teatro della Pergola.
Mary Said What She Said, un’esclusiva italiana voluta e costruita dalla Pergola, rappresenta il “varo” di un progetto unico in Europa: due prestigiose e storiche istituzioni teatrali, come il Théâtre de la Ville di Parigi e il Teatro della Pergola di Firenze, insieme a tante altre confluite intorno a questo asse Italia/Francia, si impegnano fianco a fianco nella progettazione di opportunità rivolte ai giovani, secondo gli intenti espressi dalla Carta 18-XXI, manifesto di principi che mettono al centro quanti hanno compiuto 18 anni nel 2018. Una Carta che esprime la visione di un futuro sociale e culturale realmente europeo, un’occasione per rendere disponibili, per quei giovani, contatti e momenti di confronto ‘non convenzionali’ con maestri e professionisti del mondo dell’arte, della scienza, dell’ambiente.

Sulla base di tali principi, in ambito teatrale si delinea un percorso progettuale e produttivo (vero rischio culturale da parte delle Istituzioni coinvolte) mirato alla preparazione di un attore contemporaneo, sociale, consapevole, europeo. Un percorso che, attraverso scambi e incontri che avranno il loro fulcro negli Chantiers d’Europe parigini (rassegna di teatro volta a stigmatizzare dogmi e frontiere e creare un legame solidale tra generazioni) e vedrà il suo momento più alto nella nascita della Compagnia dei Giovani del Teatro della Pergola, che si misurerà sui palcoscenici italiani e internazionali.

A partire da Mary Said What She Said si avviano inoltre ulteriori percorsi all’interno di una serie di workshop, momenti d’incontro e riflessione tra i giovani artisti e alcuni esponenti di livello internazionale del Watermill Center di New York, fondato dallo stesso Wilson. Questo itinerario ha portato il Teatro della Pergola a intessere relazioni anche con altri compagni di percorso, uniti adesso in una stretta condivisione di intenti: il Teatre Lliure di Barcellona, la Norwegian Theatre Academy, l’ArtEZ University of the Arts di Amsterdam, con i quali si è avviato, sempre per i giovani, uno scambio di esperienze e progetti.

Nel 2020, sempre al Teatro della Pergola, verrà poi allestito Jungle Book diretto da Robert Wilson, in partnership con il Théâtre de la Ville, e vedranno la luce altre produzioni tra le quali i nuovi spettacoli di Dimitris Papaioannou, Euripides Laskaridis e Juan Carlos Martel.

Tutti eventi pensati e progettati secondo i descritti comuni intenti delle istituzioni teatrali europee coinvolte, che saranno presentati nel dettaglio con un incontro pubblico l’11 ottobre alle ore 15.30 in Palazzo Vecchio a Firenze.