Teatro Niccolini
10 Mar 2020 - 15 Mar 2020
Antonio Salines
Luciano Virgilio
Edoardo Siravo
Fabrizio Bordignon
Gabriele Cicirello
di Samuel Beckett
traduzione Carlo Fruttero
scena Francesco Bottai
costumi Lorenzo Cutùli
luci Salvo Manganaro
aiuto regia Alice Guidi
assistente alla regia Gabriella Casali
regia Maurizio Scaparro
produzione Teatro Biondo di Palermo, Fondazione Teatro della Toscana
foto di scena Andrea Gatopoulos
luogo Teatro Niccolini | Via Ricasoli, 3 - Firenze
durata 1 e 55 minuti, intervallo compreso
Orari 21, sabato 19 e domenica 17
Prezzi I Settore
Intero 22€
Ridotto - Under26, Over60, Abbonati Teatro della Toscana, Soci Unicoop Firenze 18€

II Settore
Intero 19€
Ridotto - Under26, Over60, Abbonati Teatro della Toscana, Soci Unicoop Firenze 16€

PYC (Pergola Young Card)
8€
Quando:
10/03/2020 - 21:00–22:30
2020-03-10T21:00:00+01:00
2020-03-10T22:30:00+01:00

Maurizio Scaparro affronta con profonda drammaticità e sorprendente ironia Aspettando Godot di Beckett. Nel mondo attuale lo spazio per la tragedia si è fatto minimo, entra di nascosto, quasi sotto il velo del gioco, usa toni leggeri e punta talvolta anche al riso.

Creature deboli e immortali, i due vagabondi Vladimiro ed Estragone (e anche Pozzo e Lucky), sono diventati l’emblema della condizione dell’uomo del Novecento, essere in eterna attesa, vagante verso la morte, punto minuscolo nella vastità di un cosmo ostile, segnato fin dalla nascita.

Una produzione Teatro Biondo di Palermo, Fondazione Teatro della Toscana.

Trama

Aspettando Godot, nelle parole di Jean Anouilh “un capolavoro che provocherà disperazione negli uomini in generale e in quelli di teatro in particolare”, fu considerato da molti una provocazione, un trucco, prima di essere universalmente accettato come opera d’eccezione. I due vagabondi protagonisti dell’opera, Vladimiro/Didi e Estragone/Gogo, sono diventati l’emblema della condizione dell’uomo del Novecento, essere in eterna attesa, vagante verso la morte, punto minuscolo nella vastità di un cosmo ostile, segnato fin dalla nascita (“partoriscono a cavallo di una tomba, il giorno splende un istante, ed è subito notte”, dice Pozzo).

Note di regia

Sento il peso, la responsabilità e l’emozione di mettere in scena per la prima volta un testo di Samuel Beckett e in particolare Aspettando Godot. Rileggo questo testo oggi e mi colpisce profondamente per le sue radici collegate alla millenaria e senza confini Cultura Europea, che noi stiamo colpevolmente dimenticando. Quelle creature deboli e immortali come Estragone e Vladimiro (e come Pozzo e Lucky), che vivono in una terra desolata aspettando Godot, che non arriverà mai, vivono in un lontano e vicino (a loro e a noi) ‘900 nel ricordo romantico di una Tour Eiffel che resiste come immagine e nell’aridità di un presente che esclude loro e quelli che vorrebbero cantare, ballare parlare, vivere … Vorrei poter idealmente dedicare questa nostra fatica all’Europa della Cultura, la grande dimenticata dell’Europa che viviamo; ma anche a quelle parole che Beckett sussurra quasi per caso, come teatro, varietà, circo”.

Maurizio Scaparro


Quando:
10/03/2020 - 21:00–22:30
2020-03-10T21:00:00+01:00
2020-03-10T22:30:00+01:00