CON IL VOSTRO IRRIDENTE SILENZIO

18 Gen 2022 - 23 Gen 2022
Fabrizio Gifuni
ideazione e drammaturgia Fabrizio Gifuni


produzione Cadmo Associazione Culturale
si ringraziano Nicola Lagioia e il Salone internazionale del Libro di Torino
per la collaborazione Christian Raimo
per la consulenza storica Francesco Biscione e Miguel Gotor
foto Musacchio, Ianniello & Pasqualini
durata 1 ora e 40 minuti, atto unico


Orari 18 gen 2022 ore 20.45
19 gen 2022 ore 20.45
20 gen 2022 ore 18.45
21 gen 2022 ore 20.45
22 gen 2022 ore 20.45
23 gen 2022 ore 15.45
Prezzi Intero
Platea 35€ - Palco 28€ - Galleria 21€

Ridotto Over 60
Platea 32€ - Palco 28€ - Galleria 21€

Ridotto Under 30
Platea 26€ - Palco 22€ - Galleria 17€

Ridotto Soci Unicoop Firenze
Platea 28€ - Palco 24€ - Galleria 18€
Quando:
18/01/2022 - 20:45–22:00
2022-01-18T20:45:00+01:00
2022-01-18T22:00:00+01:00

Studio sulle lettere dalla prigionia e sul memoriale di Aldo Moro

Un “meteorite”, un esperimento teatrale “fantasmatico” da maneggiare con cura.

Da Fabrizio Gifuni scritto, diretto e interpretato, Con il vostro irridente silenzio. Studio sulle lettere dalla prigionia e sul memoriale di Aldo Moro si basa sul volume filologicamente aggiornato nel 2019 del carteggio dell’allora presidente della Democrazia Cristiana, Aldo Moro. Barbaramente assassinato dalle Brigate Rosse dopo 55 giorni di prigionia tra il 17 marzo e il 9 maggio 1978, la sua vicenda tenne col fiato sospeso l’Italia, dolorosamente divisa tra “trattativisti” e intransigenti.

Moro durante la prigionia parla, ricorda, scrive, risponde, interroga, confessa, accusa, si congeda. Moltiplica le parole su carta: scrive lettere, si rivolge ai familiari, agli amici, ai colleghi di partito, ai rappresentanti delle istituzioni; annota brevi disposizioni testamentarie. E insieme compone un lungo testo politico, storico, personale – il cosiddetto memoriale – partendo dalle domande poste dai suoi carcerieri.

Le lettere e il memoriale sono le ultime parole di Moro, l’insieme delle carte scritte nei 55 giorni della sua prigionia. Un fiume di parole inarrestabile che si cercò subito di arginare, silenziare, mistificare, irridere. Moro non è Moro, veniva detto.

A distanza di quarant’anni il destino di queste carte non è molto cambiato. Poche persone le hanno davvero lette, molti hanno scelto di dimenticarle.