IL BERRETTO A SONAGLI

19 Apr 2022 - 24 Apr 2022
Gabriele Lavia
Federica Di Martino
di Luigi Pirandello
regia Gabriele Lavia


con Francesco Bonomo, Matilde Piana, Maribella Piana, Mario Pietramala, Giovanna Guida, Beatrice Ceccherini
scene Alessandro Camera
costumi ideati dagli allievi del Terzo anno dell’Accademia Costume e Moda di Roma
coordinatore Andrea Viotti
musiche Antonio Di Pofi
produzione Effimera Produzioni, Diana Or.i.s


Orari 19 apr 2022 ore 20.45
20 apr 2022 ore 20.45
21 apr 2022 ore 18.45
22 apr 2022 ore 20.45
23 apr 2022 ore 20.45
24 apr 2022 ore 15.45
Prezzi Intero
Platea 35€ - Palco 28€ - Galleria 21€

Ridotto Over 60
Platea 32€ - Palco 28€ - Galleria 21€

Ridotto Under 30
Platea 26€ - Palco 22€ - Galleria 17€

Ridotto Soci Unicoop Firenze
Platea 28€ - Palco 24€ - Galleria 18€
Quando:
19/04/2022 - 20:45–21:45
2022-04-19T20:45:00+02:00
2022-04-19T21:45:00+02:00

Uno spettacolo vivissimo grazie alla violenza beffarda della lingua, una sorta di musica espressionista e tragicomica, molto evidente nel Berretto a sonagli in dialetto siciliano che è alla base di questo lavoro. Gabriele Lavia strappa il copione di Pirandello allo stereotipo e tentando di restituire la forza eversiva originaria di quei “corpi in rivolta” posti al centro della scena che è anche labirinto: una feroce macchina/trappola.

“Il carattere di Ciampa – scrive Pirandello – è pazzesco, questa è la sua nota fondamentale. Cosicchè dovrà nascere il sospetto e la paura che a un dato momento egli possa uccidere”.

Una versione schietta, dura, non “ripulita”, che permette di affidare agli attori una partitura più ritmica e musicale, tentando di recuperare anche una dimensione più autentica.

Note di regia

“Il Berretto a Sonagli fu scritta da Luigi Pirandello nel 1916 in Siciliano per il grande Angelo Musco a cui la commedia non piaceva e con la quale non ebbe successo: la regia era di Nino Martoglio. Poi Pirandello la tradusse in italiano. Non c’è dubbio che in siciliano questa ‘commedia nerissima’ sia più viva e lancinante. Noi faremo una mescolanza tra la ‘prima’ e la ‘seconda’ versione di questo ‘specchio’ di una umanità che fonda la sua convivenza ‘civile’ sulla menzogna. Scivoleremo di qua e di là, tra la lingua italiana e la ‘lingua’ Siciliana. Il Berretto a Sonagli è il primo esempio radicale di testo italiano ‘espressionista’ amarissimo comicissimo e crudele. Se Pirandello avesse voluto fare illustrare il suo Berretto a Sonagli avrebbe cercato sicuramente il grande pittore Grotz, con i suoi personaggi deformi, taluni con facce da bestie. Ne L’uomo, la bestia e la virtù Pirandello suggerisce ‘orecchie di scimmia’, ‘facce da porco’ per i suoi personaggi. Qui, senza la le ‘imbestiature’ eccessive (Pirandello usa spesso il verbo imbestiarsi), ci troviamo di fronte a un espressionismo feroce che vuole rappresentare una società ‘malata di menzogna’. E che fonda il suo essere su quella ‘menzogna’ del vivere sociale sulla menzogna. La verità non può trovare casa nella ‘società umana’. Solo un pazzo può dirla… Ma tanto, si sa «…è pazzo!» Così la signora Beatrice Fiorica ha svelato la verità e ora ‘deve’ civilmente, socialmente, essere pazza.”

Gabriele Lavia