IL CANTO DELL’USIGNOLO

3 Mag 2022 - 8 Mag 2022
Glauco Mauri
Roberto Sturno
poesie e monologhi di William Shakespeare


musiche composte ed eseguite da Giovanni Zappalorto
percussioni Marzio Audino
violino Marzia Ricciardi
produzione Compagnia Mauri Sturno
foto Filippo Manzini


Orari 3 mag 2022 ore 20.45
4 mag 2022 ore 20.45
5 mag 2022 ore 18.45
6 mag 2022 ore 20.45
7 mag 2022 ore 20.45
8 mag 2022 ore 15.45
Prezzi Intero
Platea 35€ - Palco 28€ - Galleria 21€

Ridotto Over 60
Platea 32€ - Palco 28€ - Galleria 21€

Ridotto Under 30
Platea 26€ - Palco 22€ - Galleria 17€

Ridotto Soci Unicoop Firenze
Platea 28€ - Palco 24€ - Galleria 18€
Quando:
03/05/2022 - 20:45–21:45
2022-05-03T20:45:00+02:00
2022-05-03T21:45:00+02:00

William Shakespeare è “l’usignolo” che con il suo canto ci parla della vita di tutti noi.

Glauco Mauri e Roberto Sturno, accompagnati dalle musiche composte ed eseguite in scena da Giovanni Zappalorto, attraversano la poesia dei brani tratti da Enrico V, Come vi piace, Riccardo II, Timone d’Atene, Giulio Cesare, I Sonetti, Re Lear, La Tempesta.

Il titolo dello spettacolo è tratto da Il canto dell’usignolo, la una breve favola di Gotthold Ephraim Lessing.

Un pastore, in una triste sera di primavera dice a un usignolo – «Caro usignolo, perché non canti più? Te ne stai muto da tanto tempo. Il tuo canto mi teneva compagnia: era così dolce, mi aiutava nei momenti di tristezza, mi era di tanto aiuto. Perché, caro usignolo, non canti più?»  «Ahimè – rispose l’usignolo – ma non senti come gracidano forte le rane? Fanno tanto tanto chiasso e io ho perso la voglia di cantare. Ma tu non le senti?»  «Certo che le sento – rispose il pastore – ma è il tuo silenzio che mi condanna a sentirle».

Chi ha il dono di “cantare” quindi canti, per non condannarci a sentire il tanto gracidare della banalità e della volgarità che ci circonda. C’è tanto chiasso intorno a noi che abbiamo bisogno che si alzi un canto di poesia e di umanità.