IL DELITTO DI VIA DELL’ORSINA

8 Mar 2022 - 13 Mar 2022
Massimo Dapporto
Antonello Fassari
di Eugène Labiche
adattamento e regia Andrée Ruth Shammah


traduzione Andrée Ruth Shammah e Giorgio Melazzi
con Susanna Marcomeni
e con Marco Balbi, Andrea Soffiantini, Francesco Brandi
scene Margherita Palli
costumi Caterina Visconti
ispirati dall’artista Paolo Ventura
luci Camilla Piccioni
musiche Alessandro Nidi
produzione Teatro Franco Parenti, Fondazione Teatro della Toscana
immagine Il lanciatore di coltelli di Paolo Ventura. Immagine gentilmente concessa dall’artista.


Orari 8 mar 2022 ore 20.45
9 mar 2022 ore 20.45
10 mar 2022 ore 18.45
11 mar 2022 ore 20.45
12 mar 2022 ore 20.45
13 mar 2022 ore 15.45
Prezzi Intero
Platea 35€ - Palco 28€ - Galleria 21€

Ridotto Over 60
Platea 32€ - Palco 28€ - Galleria 21€

Ridotto Under 30
Platea 26€ - Palco 22€ - Galleria 17€

Ridotto Soci Unicoop Firenze
Platea 28€ - Palco 24€ - Galleria 18€
Quando:
08/03/2022 - 20:45–21:45
2022-03-08T20:45:00+01:00
2022-03-08T21:45:00+01:00

(L’affaire de la rue de Lourcine)

Una situazione paradossale, un po’ beckettiana, brillantemente costruita da un gigante della drammaturgia come Eugène Marin Labiche, il padre nobile della commedia leggera (vaudeville) francese, che viene rappresentato in Italia con una nuova traduzione. Un “teatro degli equivoci” di cui fanno amaramente le spese o mogli troppo sospettose o mariti troppo ingenui. Un’opera brillante che è anche una riflessione sull’insensatezza e il grottesco della vita, in bilico tra assurdo e umorismo.

Trama

Un uomo si sveglia e si ritrova uno sconosciuto nel letto, entrambi hanno una gran sete, le mani sporche e le tasche piene di carbone ma non sanno perché, non ricordano niente della notte precedente. Lentamente i due tentano di ricostruire quanto accaduto, ma l’unica cosa di cui sono certi è di essere stati entrambi a una festa di ex allievi del liceo. Di quello che è accaduto quando hanno lasciato il raduno non sanno niente.
Da un giornale apprendono che una giovane carbonaia è morta quella notte e tra una serie di malintesi ed equivoci si fa strada la possibilità che i due abbiano commesso quell’efferato omicidio. Per rimuovere le prove della loro colpevolezza si dimostreranno così capaci del peggio.

Note di regia

“Non è un caso che questo testo sia stato scelto da registi come Patrice Chereau, che l’ha messo in scena nel 1966 in Francia e da Klaus Michael Grüber in Germania. Appena l’ho letto ho pensato che sarebbe stata una grande sfida, un’opportunità per una regia sorprendente. Pensando a questi due personaggi, profondamente diversi l’uno dall’altro: uno ricco, nobile, elegante e l’altro rozzo, volgare, proletario che devono confrontarsi con quello che credono di aver fatto, ho pensato subito a Massimo Dapporto e Antonello Fassari, un’accoppiata con cui non ho mai avuto l’occasione di lavorare – e che non ha mai lavorato assieme – ma che credo perfetta per dare vita a questa storia. Io la vivo come una scommessa, come la possibilità di dare vita ad uno spettacolo leggero e divertente ma allo stesso tempo profondo; una riflessione sull’insensatezza e l’assurdità della vita.”

Andrée Ruth Shammah