10 Mar 2020 - 15 Mar 2020
Eros Pagni
Gaia Aprea
Anita Bartolucci
di Oscar Wilde
traduzione Gianni Garrera
e con Alessandro Balletta, Silvia Biancalana, Paolo Cresta, Gianluca Musiu, Alessandra Pacifico Griffini, Giacinto Palmarini, Carlo Sciaccaluga, Francesco Scolaro, Paolo Serra, Enzo Turrin
scene e costumi Marta Crisolini Malatesta
disegno luci Gigi Saccomandi
musiche Ran Bagno
coreografie e aiuto regia Alessandra Panzavolta
installazioni video Alessandro Papa
assistente alla regia Lucia Rocco
assistente alle scene Francesca Tunno
assistente ai costumi Sandra Banco
direttore di scena Teresa Cibelli
adattamento e regia Luca De Fusco
produzione Teatro Stabile di Napoli, Teatro Nazionale di Genova, Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, Teatro Stabile di Verona
foto di scena Fabio Donato
durata 1 ora e 40 minuti, atto unico
Orari 20.45, domenica 15.45
Prezzi Intero
Platea 37€ - Palco 29€ - Galleria 21€

Ridotto Over 60
Platea 33€ - Palco 26€ - Galleria 18€

Ridotto Under 26
Platea 22€ - Palco 18€ - Galleria 13€

Ridotto Soci Unicoop Firenze
Platea 30€ - Palco 24€ - Galleria 17€
Quando:
10/03/2020 - 20:45–22:30
2020-03-10T20:45:00+01:00
2020-03-10T22:30:00+01:00

Salomè è un grande archetipo, un simbolo eterno di amore e morte. I registri del capolavoro di Oscar Wilde oscillano tra il drammatico, l’ironico, l’erotico, il grottesco. Luca De Fusco dirige Eros Pagni (Erode), Gaia Aprea (Salomè), Anita Bartolucci (Erodiade) in una Salomè inafferrabile, un enigma, che lo fa solo in apparenza somigliare a una tragedia greca, mentre in realtà ci troviamo di fronte a un’opera straordinaria, unica nel genere. Uno spettacolo che contamina teatro, danza, musica, cinema: quella forma “spuria” che il regista predilige da molto tempo.

Note di regia

Credo che l’amore/odio di Salomé per Giovanni sia figlio di quel desiderio mimetico su cui il grande antropologo René Girard ha scritto pagine memorabili. In sostanza, a mio avviso, Salomé ama talmente il profeta da volersi trasformare in lui stesso. Non può e non vuole uscire da una dimensione narcisistica dell’amore e quindi si specchia nel profeta. Questa intuizione, spero felice, porta a un finale sorprendente che preferisco non rivelare.

Luca De Fusco