Compagnia Teatro La Comunità
iNuovi

e con la partecipazione di
Pino Tufillaro
da James Joyce
con Maddalena Amorini, Davide Arena, Sonia Bertin, Alessandra Brattoli, Federica Cavallaro, Manuel D’Amario, Davide Diamanti, Fabio Facchini, Ghennadi Gidari, Camilla Martini, Laura Pinato, Federica Stefanelli, Guido Targetti, Erica Trinchera, Lorenzo Volpe
scene e costumi originali Carlo De Marino
musiche Davide Mastrogiovanni e Harmonia Team
disegnatore luci Umile Vainieri
costumi Elena Bianchini
direttrice di scena Federica Francolini
sarta Eleonora Sgherri
datore luci Orso Casprini
amministratrice Grazia Sgueglia
regia Giancarlo Sepe
produzione Fondazione Teatro della Toscana
foto delle prove Filippo Manzini
Orari martedì, mercoledì, venerdì e sabato 20.45
giovedì 18.45
domenica 15.45
31 ottobre 21.15
Prezzi Intero 18€
Ridotto Under26, Over60, Soci UniCoop Firenze 15€

Intero online 16€
Ridotto Under26 online 13,50€
Quando:
27/10/2020 - 00:00–00:00
2020-10-27T00:00:00+01:00
2020-10-27T00:00:00+01:00

part I The Dead – part II The Ivy Day

PRIMA NAZIONALE

Una collezione di epifanie, in cui Dublino è una rivelazione di carattere religioso. Giancarlo Sepe e la sua compagnia incontrano iNuovi e ridanno nuova vita al suo The Dubliners. Ovvero, due racconti da Gente di Dublino di James Joyce: The Dead (I Morti) e The Ivy Day (Il giorno dell’edera). Originale e potente è la rilettura di Sepe, la cui messinscena, tra il linguaggio teatrale e quello filmico, si compone attraverso immagini di intensa suggestione visiva. In un’atmosfera grigia e fumosa personaggi stanchi e sfiniti si trascinano nella vana speranza di trovare uno slancio, un sussulto di vita.

Note di regia

L’anima della ricerca, secondo me, è proprio legata allo spazio scenico che ne condiziona ritmi e visioni. The Dubliners è una sorta di itinerario virtuoso che farà incontrare tutti i personaggi di Joyce come in una lunga panoramica, dove conosceremo le famose epifanie dell’autore, che nella mestizia delle piccole storie di piccoli uomini, caverà dall’apatia e dalla immobilità del quotidiano quella luce poetica che alimenta un popolo privo di qualunque stimolo e qualunque proiezione.

Giancarlo Sepe

LO SPETTACOLO È IN LINGUA INGLESE.

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