Teatro della Pergola partner del progetto Some Call Us Balkans

Teatro della Pergola partner del progetto Some Call Us Balkans

L’arte è voce necessaria alla contemporaneità, e a questa non può sottrarsi.

In questo 2022 il Teatro della Pergola ha partecipato in Kosovo in coproduzione alla creazione di Handke’s Project di Jeton Neziraj, spettacolo che ci ricorda come guerre dimenticate siano state vicine all’Europa occidentale. Oggi torna in quest’area geografica così sensibile come partner del progetto Some Call Us Balkans, mettendo a disposizione l’esperienza maturata per la riuscita di questo progetto di narrazione.

All’interno del progetto europeo Cultural Cooperation Projects in the Western Balkans indetto nel 2019 dal programma Creative Culture, viene selezionata la proposta della fiorentina ICSE & CO che insieme a diversi partner (Biennale Of Western Balkans (El)  Kunstrepublik E.V. (De) Novo Kulturno Naselje (Rs) Platform For Civic Engagement Through Artistic And Cultural Practices Sociopatch Skopje (Mk) Rritu (Xk) Tulla (Al) Udruzenje Nezavisnih Stvaralaca I Aktivista Geto (Ba)) scrive Some Call Us Balkans.

Some Call Us Balkans è una ricerca basata sull’arte partecipativa, è una pratica di viaggio aperta, è arte socialmente impegnata, è mitografia.

È un progetto di ricerca che si propone di ricreare una narrazione del territorio dei Balcani al di là dei confini, al di là dei nazionalismi, attraverso la creazione di un’esperienza culturale, creativa e performativa nata soprattutto dall’esperienza delle diverse identità ed eredità dei territori.

È un progetto che attraversa le regioni, i luoghi, gli spazi, abitandoli e vivendoli, ricreandoli e esplorandoli attraverso l’arte per aprire così spazi di incontro e immaginazione.

Per Some Call Us Balkans 8 artisti visuali, teatrali, creativi, provenienti dai diversi territori daranno voce a questo racconto.

 

Che ruolo ha dunque l’arte, e la cultura in questa contemporaneità?

Il 16 marzo 2022 il Teatro d’arte drammatica di Mariupol in Ucraina viene abbattuto durante il conflitto con le truppe russe. Spesso la guerra sembra sempre non troppo vicina, anche quando lo è. E a volte il teatro è il palcoscenico dove si mette in scena il lato peggiore dell’umanità, anche quando non è programmato. Il teatro di Mariupol diventa oggi il simbolo di una guerra che sembra quasi non poter essere contemporanea. E ci costringe a prender posizione. A fare scelte.

In una conferenza all’Università di Uppsala Albert Camus nel 1957 sul tema L’artista e il suo tempo ebbe a dire: «Spesso gli artisti se parlano vengono criticati e attaccati. Se tacciono, non parleremo d’altro che del loro silenzio, per rimproverarglielo rumorosamente. Se l’artista finora era sugli spalti (..) ora, al contrario, si ritrova nell’arena. Ed è necessario, secondo me, fare la propria parte in quest’epoca, visto che essa stessa lo esige tanto, e riconoscere tranquillamente che il tempo dei cari maestri, degli artisti con le camelie e dei geni in poltrona è finito. Creare oggi è creare pericolosamente. Ogni pubblicazione è un atto. E questo atto espone alle passioni di un secolo che non perdona nulla».

PRIMA TAPPA

Prima tappa SCUB

Sarajevo, 19-23 settembre 2022

Questo nostro viaggio con SCUB nei Balcani parte dove tutto è iniziato, con l’alloggio presso l’Holiday, l’ex Holiday Inn, l’albergo costruito per i Giochi Olimpici del 1984: il primo albergo di standard internazionale, e da dove i cecchini di Radovan Karadzic spararono contro l’ultima manifestazione per la pace, dando inizio alla guerra, trent’anni fa…

SECONDA TAPPA

Seconda tappa SCUB

Belgrado, 23-27 settembre 2022

In questo nostro viaggio Belgrado è il luogo che ci racconta come la guerra, che anche qui ha lasciato profonde cicatrici nel corpo e nell’anima della città, diviene anche un momento in cui l’arte rivela la sua profonda capacità di dare sfogo alla resilienza e al bisogno di dar forma e colore all’umanità. Se l’uomo può cedere alla violenza, l’arte può dare voce al silenzio della pace, immaginando nuovi spazi, lavorando sulle relazioni, costruendo cittadinanza.